IL BUCO DI BILANCIO: LA CRONACA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 30 settembre 2016

E’ passata esattamente una settimana dal Consiglio comunale che ha reso noto un buco nel bilancio di circa 3 milioni e mezzo di euro.
Nel silenzio assoluto dell’amministrazione, mentre l’ufficio stampa del comune, come se nulla fosse, invia comunicati sull’allattamento e sulla fiera di ottobre, come se tutto potesse finire a tarallucci e vino, noi abbiamo provato a ricostruire minuziosamente i dialoghi e le affermazioni, alcune gravissime, di chi oggi ancora ci governa.
E’ giusto che i cittadini di Amantea sappiano cosa davvero è stato detto in quel consiglio che ci ha mostrato la verità (almeno una parte) di quello che hanno fatto, politici e funzionari che oggi dicono di non avere visto, di non avere capito, di non sapere ciò che erano tenuti a vedere, sapere e contabilizzare. Si autoaccusano di incapacità, forse per non incorrere in responsabilità ancora più gravi l’assessore Tempo e il dottore Sabatino a cui in ogni caso potranno essere chiamati. Vedremo.
Intanto noi , come gruppo consiliare M5s presente nel Comune di Amantea, assolviamo al nostro dovere istituzionale di documentare in modo fedele ciò che si è detto pubblicamente in Consiglio, cercando di colmare quel vuoto di trasparenza di cui è responsabile questa amministrazione e la segretaria dell’ente che non danno esecuzione a quanto deliberato già il 12 agosto del 2015: la mozione per le riprese del Consiglio che abbiamo presentato e che è stata approvata all’unanimità, con la sola astensione del vicesindaco Morelli, non particolarmente attento alla trasparenza come dimostra anche in questo Consiglio.
Ecco quanto è successo: leggete parola per parola e riflettete sul quadro che ne esce.
Su chi sono e cosa hanno fatto negli anni gli amministratori e i funzionari del nostro povero Comune di Amantea.
Ecco la cronaca
Il punto relativo alla variazione del bilancio viene introdotto dall’assessore Tempo che ad un certo punto dice, rispondendo ad una domanda di Mazzei “Per quanto riguarda l’imu la previsione di incasso per l’anno 2016 è 2.434.000 e penso ci sia qualche altra cosa in più, ma nelle casse dell’ente a giugno è entrato zero perché praticamente è successo che il Ministero ha trattenuto l’IMU, probabilmente Santino ricorderà che a suo tempo i commissari dopo lo scioglimento del consiglio comunale chiesero un’anticipazione e sono arrivati 8.800.000, al che -a dire la verità- il dottore Sabatino ha sempre detto a partire da due anni, un anno e mezzo ‘no abbiamo estinto il debito’, ma così in effetti non è stato e non si spiegava come mai….
Lo interrompe il vicesindaco Morelli G.B. e dice “ma non ho capito tu eri assessore?…..”
E Tempo: “Si si io ero assessore….. io questa cosa l’ho chiesta diverse diverse volte….., nel tempo ci sono stati una serie di battibecchi, comunque vabbe’ da un paio d’anni o un anno e mezzo mi ha sempre dichiarato che abbiamo estinto nei confronti della Cassa Depositi e Prestiti”.
Morelli lo interrompe di nuovo e gli dice “Scusa c’era un debito di 8 milioni e tu non sapevi se era stato estinto o non era stato estinto?????”
E l’assessore Tempo risponde “Non io, non lo sapeva il funzionario….”
Morelli insiste e così Tempo sbotta dicendo “Giovà, tu certe volte… ma!…. non mi fare parlare…..”
Segue un momento di concitazione tant’è che il nostro consigliere M5s chiede di fare finire l’assessore Tempo rendendosi conto che si tratta di un passaggio fondamentale.
A questo punto interviene Mazzei e dice testualmente:“A dire il vero pure io chiedevo quando si estingueva questo debito e “non lo so, non lo so, non lo so, mo vidimu, mo vidimu, mo vidimu” questa era la risposta’……”
Il vicesindaco si rivolge a questo punto a Mazzei e chiede conto anche a lui che era in maggioranza all’epoca sia con Tempo che con Sabatino e Mazzei spiega che anche lui allora, dopo che l’amministrazione era stata reintegrata, provava a chiedere a Sabatino in quanto tempo si doveva rimborsare questa anticipazione contratta dai commissari e dice “non si è mai capito, in quanti anni, se c’era un tasso da riconoscere al Ministero, non ho mai visto un contratto..un qualcosa…”
E il sindaco gli risponde “..Non l’hai mai visto tu ma esiste questo contratto.”
E Mazzei risponde “Non mi è stato fatto vedere forse.”
A questo punto Tempo chiede di concludere il discorso e qui spiega che ad un certo punto Sabatino gli aveva assicurato anche con un certo fastidio che era praticamente estinto il debito, tant’è vero che lui l’aveva annunciato in consiglio e in commissione e che non capiva né lui né Sabatino perché si trattenevano quei soldi e aggiunge (questo è il passaggio fondamentale) “al che ho preso la documentazione, ho iniziato a chiamare ( col Mef non è semplice) ho fatto un po’ di telefonate , attraverso un collega di lavoro, mi ha dato dei riferimenti certi, e all’inizio di questo mese sono riuscito a capire, ha detto ‘si, si , guarda che si tratta di anticipazione ai sensi dell’art.145 bis’, in buona sostanza noi abbiamo ancora – non è che sono debiti nuovi per carità- ma abbiamo ancora 3.500.000 (tre milioni e mezzo) meno mi pare 800.000 euro che hanno trattenuto dell’incasso dell’IMU. Sta di fatto che ho appreso qualche giorno addietro questo grosso problema, ripeto non è un debito nuovo, è un debito vecchio, però obiettivamente……” e in questo discorso fa pure riferimento al comune di Taurianova che è stato anche sciolto per mafia e dove però era presente un documento con le date e le relative scadenze dell’anticipazione.
A questo punto Mazzei chiama in causa la segretaria chiedendole se come responsabile dei servizi finanziari fosse a conoscenza di questo fatto. La segretaria è in evidente imbarazzo e quando dopo sarà il consigliere M5s a richiamarla alle sue pesanti responsabilità chiedendole le risultanze di bilancio lei risponderà soltanto : “Mi riservo di rispondere”.
Ma chi insiste sulla mancanza di consapevolezza del debito è Tempo che pronuncia una frase con cui giustifica se stesso e Sabatino come se bastasse dire di non saperlo, e dice “Non lo sapeva nessuno, non lo sapeva nessuno, incluso il dottore Sabatino”.
E Morelli lo incalza: “E tu assessore al bilancio te ne sei accorto adesso?…
E Tempo dice: “Si si , è chiaro, se non se ne accorge il funzionario che ci lavora ogni giorno se ne può accorgere l’assessore?
E il sindaco dice, stranamente a voce bassa: “Non c’è nessun funzionario, il funzionario è in pensione da due anni”.
A questo punto seguono risa e concitazione e lo scontro acceso tra Tempo e Morelli.
E Tempo dice a Morelli: “Tu continui ad insistere, Giovà, io sto parlando abbastanza calmo, ci sono state delle discussioni accese in merito, se la finisci è bene…..
E aggiunge: “Ti ripeto, sto parlando abbastanza moderatamente, e insomma tu ogni volta giochi col telefonino in giunta, mò ti sei svegliato che è successo?
E Morelli a voce stranamente alta: “Intanto non ti permetto, già in consiglio comunale ti sei permesso di sminuire il lavoro che fa l’assessore al turismo ai servizi sociali, adesso addirittura ti permetti di minacciarmi in consiglio comunale, tu dici e ti vanti di saper fare politica, se tu ritieni di non far parte della maggioranza devi avere il coraggio di passare dall’altra parte, non puoi stare con due piedi in una scarpa, anche perché sei assessore al Bilancio dal 2006 e quindi in tutti questi anni hai continuato a fare l’assessore al Bilancio e quindi quello che aveva il dovere di sapere tutto quello che succedeva, non ti puoi scaricare solo con i dirigenti. Non solo, voglio ricordare che il regalo che avete fatto alla città di Amantea per lo scioglimento per mafia è stato grazie alla vostra amministrazione, alcuni di voi sono stati pure riabilitati, alcuni di voi ci si sono pure arricchiti, e adesso il comune di Amantea dovrebbe pagare per questo tuo sfogo, perchè questo è uno sfogo, e la spalla che ti ha dato il consigliere Mazzei, vuol dire che vi siete messi d’accordo…. “
A questo punto Mazzei si altera e dice “Assessore Morelli non ti consento queste illazioni, ti ricordo innanzitutto che il tuo sindaco faceva parte di quella amministrazione ingiustamente sciolta per mafia, assessore Morelli le beghe vostre interne ve le sistemate al vostro interno, noi stiamo prendendo atto che c’è una maggioranza sfracellata….
E Morelli gli risponde “Adesso capisco perché non volevi a Sergio Tempo nella tua lista……
E Mazzei replica “Tutte queste considerazioni sono tue, non sono mie, sei in grande contraddizione con te stesso perché hai fatto affermazioni contro il tuo sindaco, noi assistiamo esterrefatti spettatori di una città che è allo sfacelo e assiste a queste lotte interne di una maggioranza che non governa della quale se ne è accorto pure il partito di riferimento che non governa ed è immobile, adesso assistiamo ad un fatto nuovo, Segretà, nella sua funzione di responsabile dei servizi finanziari, oggi prendiamo atto che ci sono ulteriori 3 milioni da pagare ….
A questo punto c’è l’intervento del sindaco che in sostanza giustifica l’errore del padre, a dimostrazione dell’enorme conflitto di interesse che determina la contemporanea presenza di padre e figlia in Comune.
Il Sindaco che viene a più riprese interrotta in sostanza dice: “Non c’è mai stato un piano d’ammortamento, non c’è mai stato, allora l’anticipazione si sarebbe rimpinguata attraverso i trasferimenti erariali, cioè una volta quando amministravi negli anni precedenti, lo Stato mandava i trasferimenti, negli ultimi anni questi trasferimenti si sono sempre di più assottigliati quindi, cosa erano questi 8 milioni? Erano l’anticipazione dei trasferimenti che lo Stato avrebbe dovuto mandare, ora lo Stato ti dice “tu sei sciolto per mafia, io ti mando i soldi prima, quando sarà il momento di mandarteli non te li manderò più, quindi un comune con criterio e con senno avrebbe dovuto mettere in campo tutte le attività per recuperare i tributi…..
Ora non solo non siamo stati bravi a recuperare i tributi, ma abbiamo speso i soldi, perché le spese si fanno, e io lo ricordo, Santino, si è fatta una bella campagna elettorale con quei soldi per le elezioni del 2011, c’eravamo tutti, quindi non possiamo prenderci in giro.
Quindi non solo siamo stati bravi a spendere i soldi, non siamo stati bravi a rimpinguare le casse, e abbiamo avuto una ulteriore beffa che i trasferimenti erariali si sono assottigliati fino a diventare quasi zero, quindi il Ministero che è dell’Interno come recupera i soldi? Non attraverso i mancati trasferimenti, ma trattenendosi automaticamente quelle che sono le nostre entrate, in particolare l’IMU. Quindi questo piano dettagliato di rimpinguamento non ci è mai arrivato in questo comune, non si è mai detto questo anno devi dare tot o meglio mi trattengo tot, era tutto calibrato ai trasferimenti, venuti meno i trasferimenti si sono trattenuti l’IMU con lo stesso importo per diversi anni di fila, quando l’anno successivo, l’ultimo anno questo importo non se lo sono trattenuto, si sono fatti i conteggi, si è visto che la somma era 8 milioni, c’è stato sicuramente un errore di calcolo, ma un errore naturalmente, sicuramente non in cattiva fede. Tutti possiamo sbagliare, tutti possiamo commettere errori nella nostra vita lavorativamente parlando, quindi è probabile che ci sia stato un errore, ma la mancanza della volontà nell’errore è data dal fatto che quando ci siamo ritrovati questa somma trattenuta dell’IMU non riuscivamo a capire a che cosa fosse dovuta, tant’è vero che l’assessore è stato più volte sollecitato ad andare a verificare cosa fosse. Ora l’abbiamo capito e troveremo una soluzione: io ho imparato nella mia vita che alla morte non c’è riparo, troveremo una soluzione, e tra le soluzioni che troveremo vi posso garantire che c’è l’ufficio tributi che sta facendo un lavoro eccezionale, eccezionale a livello che stiamo avendo le file della gente che si viene a mettere a posto. Quindi noi ci auguriamo che questo dia il minore contraccolpo possibile a quella che è la situazione del comune. Sicuramente è una situazione delicata, è una situazione che vaglieremo, sicuramente intraprenderemo un’azione di concertazione con il Ministero per dirgli “abbiamo fatto questo errore, fateci respirare, vediamo come possiamo reinserire questo debito. Perché altrimenti se avessimo avuto la certezza e la consapevolezza che c’era questo debito l’avremmo spalmato come tutti gli altri debiti nei 30 anni.
Dopo l’intervento del sindaco questa parte del Consiglio termina con lo scontro tra Morelli e Tempo che dice “Molto inopportunamente Giovanni Morelli …..”
E Morelli: “Molto opportunamente chiederò di chiedere la tua sfiducia perché non è possibile, i tuoi problemi non li puoi risolvere facendo in questo modo contro questa maggioranza”.
E tempo risponde “Io ho solo detto il nuovo addebito, com’è la situazione, perché la trasparenza vuole che si deve portare a conoscenza, perchè non è che poi esce fuori tra qualche anno.
E Morelli “Ti ha risposto il Sindaco da un punto di vista tecnico.
E Tempo dice : “Ha risposto il Sindaco in base alle giustificazioni che gli ha dato suo padre, io non ho mai messo in dubbio la malafede o la buonafede, mi hai sentito mai parlare di buona o cattiva fede anche nelle riunioni più accese? Rispondimi Giovà, ho detto che è uscito fuori questo problema che è un problema serio, è chiaro che va informato il consiglio.
Il vicesindaco aggiunge “Va informato il consiglio e il sindaco ha risposto dal punto di vista tecnico, c’è un problema e si risolverà, c’è una maggioranza che può risolvere il problema, che ha la responsabilità del problema, mi meraviglio per la tua professionalità che dal 2006 sei assessore al Bilancio, è successo quello che è successo, sei venuto a conoscenza del problema solo qualche settimana fa, e invece di proporre il problema e vedere quale è la soluzione, spalmare il debito….., hai aspettato il momento opportuno……., del resto mi hai offeso, mi hai minacciato, chiedo una verifica di maggioranza, perchè del resto se abbiamo la maggioranza andiamo avanti altrimenti ce ne possiamo andare a casa.

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Lavori scuola e inizio delle lezioni.

Solo 4 giorni fa, il 13 settembre, il sindaco informava che l’inizio delle lezioni al plesso “Manzoni” veniva posticipato al 19 settembre, a causa dei lavori pubblici in corso.

In realtà così non sarà perché 8 classi, dalle seconde alle quinte, dovranno iniziare le lezioni al plesso delle Scuole Medie secondo la circolare che alleghiamo (ma dove sono tutte queste aule in più?), mentre per le prime e le classi di scuola dell’Infanzia è previsto l’utilizzo di due aule della “Manzoni”, che si cercherà di separare dalla sede dei lavori ancora in corso.
Vi preghiamo di condividere il più possibile questa informazione, perché riteniamo che molti genitori non siano ancora informati.
Ma è opportuno utilizzare delle aule nel contesto di un cantiere? E poiché mentre scriviamo ancora non sono finiti i lavori nelle aule come sarà possibile ospitarvi i bimbi lunedì prossimo? Abbiamo chiesto all’Ufficio Igiene dell’ASP che lunedì si vadano a verificare le condizioni di sicurezza e di salubrità dei locali della Manzoni, e la stessa istanza di verifica abbiamo rivolto al responsabile comunale del procedimento e al responsabile della sicurezza della scuola.
Il tutto ad esito di un sopralluogo effettuato mercoldì 14, quando era del tutto evidente che mancavano le condizioni per l’inizio delle lezioni.

L’amministrazione dimostra ancora una volta incapacità di programmazione e di gestione. Era così difficile completare i lavori entro l’inizio delle lezioni? Magari imponendo alla ditta che si è aggiudicata l’appalto un termine perentorio di consegna, attraverso la previsione di penali contrattuali. Sulla base di questa osservazione abbiamo chiesto di poter leggere il contratto tra il Comune e la Ditta. Risposta del direttore dei lavori :“Il contratto ancora non c’è, è in fase di stipula”. Cioè a partire dal mese di agosto questi lavori vengono eseguiti senza che sia stato stipulato un contratto.
Lunedì a tal proposito interrogheremo la segretaria comunale, perché ci domandiamo come questo sia possibile, e come è possibile che il progettista e direttore dei lavori sia un componente dello staff del sindaco che quindi svolge funzioni interne che dovrebbero essere solo politiche, e nello stesso tempo ottiene incarichi esterni.

Altro quesito fondamentale riguarda la natura dei lavori, la loro corretta esecuzione e la necessità di valutare il livello di sicurezza degli edifici scolastici, con riguardo soprattutto al rischio antisismico, che deve essere considerato come una priorità assoluta, canalizzando la pressione mediatica del momento nella direzione di interventi mirati ed efficaci.

 

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Degrado inaccettabile: il M5s di Amantea chiede un incontro e offre collaborazione

La situazione ad Amantea e’ diventata insostenibile. Abbiamo scritto al sindaco, all’assessore all’ambiente, al comandante della polizia municipale e all’Ufficio Igiene dell’Asp. Chiediamo un incontro istituzionale, che coinvolga anche la Lamezia Multiservizi, per analizzare insieme le innumerevoli criticità ambientali e manutentive del nostro territorio.
La situazione del mare, dei rifiuti abbandonati, della presenza di animali (topi e blatte) sono oggetto di continue segnalazioni da parte dei cittadini e dei turisti.Non solo vogliamo parlarne alla ricerca di soluzioni, ma vogliamo anche offrire il nostro concreto contributo a partire dalla rimozione dei rifiuti. I siti segnalati sono innumerevoli, piccole discariche sparse in tutto il territorio comunale: all’ingresso della città, lungo la strada che porta a Lago e nel campetto della Fiumara, al centro storico e in diverse zone di Campora San Giovanni, nella strada parallela al lungomare e in tantissimi altri siti. Rivolgerci agli amministratori che ci devono autorizzare e con i quali occorre programmare gli interventi non basta.
Vogliamo coinvolgere i cittadini e le associazioni perché ci aiutino e si rendano attivi in una cura diretta della città. Il livello di degrado cui il nostro comune è arrivato è insostenibile, occorre reagire e lo vogliamo fare ripartendo da un impegno diretto e dalla partecipazione dei cittadini. Risalire la china è possibile non solo mettendo l’amministrazione  di fronte alle proprie gravissime responsabilità, ma facendo ognuno la propria parte

 

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Il M5S: «Autosospensione ridicola, si dimetta»

«È uno specchietto per le allodole l’autosospensione annunciata dal vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco D’Agostino, indagato per rapporti con la ‘ndrangheta nell’ambito dell’inchiesta Alchemia». Lo affermano i parlamentari e i consiglieri comunali della Calabria del Movimento 5 stelle, che aggiungono: «Ancora una volta nella maggioranza di centrosinistra si preoccupano delle apparenze, provando a salvare la faccia con iniziative che dimostrano, invece, una moralità di superficie e sempre a scoppio ritardato». «D’Agostino – proseguono i 5 stelle – è indagato per questioni molto gravi, per cui non può rimediare con un’azione così leggera, che non gli costa praticamente nulla». «Vogliamo ricordare – incalzano i rappresentanti M5s – che per l’ordinamento italiano D’Agostino è innocente sino a sentenza passata in giudicato. Tuttavia, egli è stato eletto nella lista di sostegno del governatore regionale, Mario Oliverio. Se le accuse della Procura fossero vere, il personaggio potrebbe anche essere un gancio politico della ‘ndrangheta. Rispetto a questa possibilità, ancora aperta alla luce delle ricostruzioni della Procura di Reggio Calabria, è veramente risibile l’autosospensione del politico dall’ufficio di presidenza del Consiglio regionale». «Proprio da Oliverio – concludono i 5 stelle – ci saremmo aspettati una presa di posizione politica molto netta e decisa. In questo caso è chiara a tutti l’opportunità che D’Agostino rassegni le dimissioni dal consigliere regionale della Calabria. Nel silenzio perpetuo di Oliverio, ormai muto e immobile come un pesce stoccafisso, siamo noi a invitare l’indagato D’Agostino alle dimissioni, doverose».

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Lettera del M5S al congresso regionale del PD

Segretario Magorno,

il Pd è bollito ai vertici. Sa di nulla il vostro plauso ai magistrati che hanno scoperchiato il sistema massonico e mafioso che sotterra la Calabria. Siete la faccia dell’incoerenza, l’emblema della vuotezza. Campate di apparenza e fesserie, proprie dei regimi. Siete la negazione quotidiana della politica.
Avete il vicepresidente del Consiglio regionale in brutti guai di ‘ndrangheta e la prima giunta già travolta da “Rimborsopoli”, col presidente Oliverio fuori ma zitto, sempre immobile.

Siete corresponsabili dello sfascio della sanità, delle finzioni sulla gestione dei commissari Scura e Urbani. Non pensate alle urgenze del lavoro ma ingannate disoccupati, precari e nuovi laureati. Siete lesti a inaugurare e celebrarvi, ma senza coscienza per come si vive, con ospedali cadenti, vuoti, privi di medici, infermieri, operatori e mezzi.
Non vi preoccupa la distanza della regione, fisica ed economica, dall’Europa. Avete abbandonato il porto di Gioia Tauro e l’intera Piana, voltando le spalle a piccole e medie imprese. Non parlate dello spopolamento crescente, della perdita di risorse umane, giovani e intellettuali. Tuttavia siglate gemellaggi con città estere; per darvi un tono, riempire pagine, tv e distrarre l’opinione pubblica.

Per un anno e passa avete recitato a soggetto sulla rete ospedaliera, permettendo ai commissari alla sanità di abusare dei loro poteri, di schiacciare il parlamento regionale, gabbare il governatore, imporre atti stolti e perfino clientelari. Avete assicurato battaglia e tutela della salute, mentendo ogni volta. Ma questo non vi ha toccato, scosso, convertito.
Avete nominato dirigenti in violazione di legge, coprendovi con argomentazioni terze e ridicole. Avete forzato e cambiato le regole, pur di tenere vostri famigli ai vertici della sanità.

Partendo dallo scandalo “Mercure”, avete chiuso gli occhi sulla salvaguardia ambientale, sui veleni sparsi lungo le coste o nell’interno, sull’affossamento voluto della scuola pubblica, sulla cancellazione dei diritti, sulla diffusione spaventosa dei tumori, sulla violenza contro il patrimonio culturale, il paesaggio e la bellezza dei luoghi.
Per affarismo o ignoranza, avete sepolto la storia della Calabria e i suoi tesori. Tra l’altro avete consentito che dentro l’abbazia medievale di San Giovanni in Fiore ci fosse una casa di riposo privata. Naturalmente il governatore Oliverio non ne sapeva nulla: non gliel’avranno riferito i più stretti collaboratori, troppo affannati tra pratiche forestali e riparazioni personali nelle officine della Provincia di Cosenza.

Soprattutto, siete rimasti muti sul problema più grosso: in Calabria tutto si muove per impulso e direzione di una massoneria satanica, che accorpa il proprio vivaio politico e l’ala militare della ‘ndrangheta, condizionando istituzioni e amministrazioni pubbliche. Non avete preso una posizione sui punti oscuri che permangono nel municipio di Reggio Calabria: l’isolamento subito dall’assessore Marcianò e i lavori pubblici a ditte segnalate dalla commissione dello scioglimento. Inoltre avete taciuto alla notizia che un vostro parlamentare scorrazzava in auto con un presunto prestanome del clan Muto. Come se fosse normale, in nome di un garantismo finto, pretestuoso e volgare.

In questi due giorni a Camigliatello Silano vi resta soltanto una scelta, reggitori del Pd: camminare a capo chino. A palazzo avete agito come i predecessori, nonostante il motto elettorale «discontinuità». La vergogna vi accompagnerà sempre, come la vostra ombra. Dunque non parlate di nulla, perché nulla avete fatto.

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Rispondere senza dare una risposta

E’ una “non risposta” il riscontro che ci forniscono il sindaco di Amantea e il responsabile dell’ufficio personale alla nostra interpellanza sul concorso per la stabilizzazione dei vigili.
C’erano stati il ritardo ingiustificato, l’intervento del TAR e la bocciatura di tutti i vigili precari, tranne una, la moglie dell’attuale vice del comandante Caruso. C’era stata poi una denuncia pubblica di una delle vigilesse in un nostro comizio verso la politica “affamata di potere” e autrice di “facili promesse elettorali”
Di lì un accesso agli atti e il riscontro di tanti, troppi errori: griglie modificate, valutazioni non presenti nelle griglie, voti corretti che in un caso, per l’unica vigilessa promossa, hanno modificato l’esito stesso del concorso, visto che con le correzioni la candidata Faceto è passata dalla bocciatura (20,5) alla promozione (21,5).
Il 6 giugno avevamo interpellato il sindaco, il consigliere Adelmo Mannarino delegato al personale, il funzionario Mario Aloe e la segretaria generale; qualche giorno fa ci è giunta via mail-pec la risposta.
E’ veramente imbarazzante leggere il testo di questa risposta, per diverse ragioni:
Al di là degli errori ortografici che balzano all’occhio (ne abbiamo contati dieci) ciò che più colpisce è che per dare risposta il responsabile del personale non ponga in essere osservazioni proprie, ma abbia dovuto chiedere “controdeduzioni” alla Presidente di Commissione dott.ssa Sicilia. Quasi volesse delegare a lei anche le proprie responsabilità.
Di fatto poi non vengono date risposte nel merito e non v’è alcuna chiarezza rispetto ai rilievi mossi, che, e questo è l’assurdo, la dott.ssa Sicilia dichiara esplicitamente di non aver compreso. Ed infatti in alcuni punti risponde in modo difforme dalla interrogazione posta.
Nulla poi si dice sul perché questa procedura che era un atto dovuto sia stata rinviata fino al punto che i concorrenti si son dovuti rivolgere al Tribunale amministrativo regionale che poi ha condannato il Comune al pagamento delle spese.
E nulla si dice sulla necessità di non far gravare queste spese sui cittadini, come richiesto dal M5s.
In sostanza una risposta incompleta e pilatesca che affidiamo ai giudizi dei cittadini.

E che arriva mentre una delle vigilesse bocciate, Francesca Perna, risulta prima su 261 concorrenti in una graduatoria per soli titoli presso il Comune di Scilla. Dovrebbe essere un vanto per il Comune di Amantea per il quale lei ha lavorato per circa 10 anni. Lo stesso Comune che l’ha mandata a casa.

E se non lo meritava ha mortificato lei e la comunità.
E’ ora di restituire meritocrazia, trasparenza, imparzialità e legalità alle istituzioni pubbliche, e alle procedure di assunzione del personale. In modo che non si possa nemmeno dubitare che la politica sia intervenuta né per favorire né per danneggiare coloro che concorrono per un posto di lavoro.

Risposta con errori

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TARI, TUTTA LA VERITA’ NASCOSTA DALL’AMMINISTRAZIONE SABATINO

Hanno mentito, forse pensando di non essere scoperti.

Ed invece eccoli lì tutti sbugiardati, sindaco, assessori, consiglieri e segretaria comunale: il Ministero dell’Economia e delle Finanze prima di ricorrere al TAR per l’annullamento della Delibera della TARI aveva inviato una comunicazione molto chiara rivolta al Comune di Amantea con la quale si “invitava il Comune a procedere all’annullamento in autotutela della delibera invalida.” Ma “l’invito non sortiva alcun effetto e pertanto al Ministero non restava che l’impugnazione dinanzi al TAR”.
La comunicazione era del 5 di ottobre e bastava ottemperare a quanto richiesto perché non accadesse tutto quello che è accaduto, il tragicomico in cui è precipitato il nostro Comune guidato in modo superficiale ed irresponsabile. Ma l’assessore al Bilancio, Sergio Tempo, che ha illustrato i vari passaggi durante la conferenza stampa del 23 giugno si era ben guardato dal raccontare la verità. E così aveva parlato del ricorso notificato alla fine di ottobre ma non della comunicazione con l’invito all’annullamento in autotutela della delibera di un mese prima.
Ma il M5s studiando la prassi amministrativa di altri comuni italiani e facendo un accesso agli atti ha scoperto la verità che era stata nascosta e adesso la rivela ai cittadini pubblicando gli atti trovati.
Se l’amministrazione Sabatino, ancora una volta voleva prenderci in giro non c’è riuscita.
Un’amministrazione che non ha nessun rispetto per i cittadini né per le regole, che non conosce la trasparenza né tantomeno i principi del buon governo della città.
Un’amministrazione alla quale chiediamo di:
-annullare il ruolo emesso sulla base di una delibera nulla;
-restituire ai cittadini i soldi trattenuti indebitamente;
– individuare le responsabilità dell’accaduto e imputarne i costi (circa 22.000euro) che non devono essere sostenuti in alcun modo dai cittadini di Amantea.
Se così facesse l’amministrazione potrebbe recuperare un po’ di credibilità, ma dubitiamo che lo faccia perché i soldi che ha incassato in modo illegittimo, che ammontano a circa un milione trecentomila euro pare siano stati già spesi, non si sa come.
Tutto questo scempio potrà terminare solo quando andrà a casa l’amministrazione Sabatino, che vergognosamente, e nell’inerzia assoluta della Prefettura di Cosenza, ancora non riesce a trovare un responsabile della Ragioneria, dopo avere bocciato tutti i concorrenti di un primo concorso, mentre siamo ancora in attesa del secondo concorso, e si avvale ancora di un pensionato che casualmente è anche il padre del Sindaco.
E tutto questo se non fosse vero sembrerebbe una barzelletta.
Ma purtroppo è la verità, la tragica verità di un Comune allo sbando.

Ricorso Tar

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Un altro disastro sulla TaRi: nulle tutte le bollette 2015. Vergognatevi e andatevene a casa!

Quello che è successo ha dell’incredibile e lo devono sapere tutti i cittadini di Amantea:
LE BOLLETTE TARI 2015 SONO NULLE E L’AMMINISTRAZIONE LO SAPEVA E NONOSTANTE CI0’ HA CHIESTO AI CITTADINI DI PAGARE, IMPUTANDO ANCHE I COSTI DELLA RACCOMANDATA E SPENDENDO SOLDI E LAVORO PER L’ ELABORAZIONE DEL RUOLO. E’ ASSURDO OLTRE CHE ILLEGALE: NELLA SOSTANZA UN TENTATIVO DI FRODE AI CITTADINI ED UNA MANCANZA ASSOLUTA DI TRASPARENZA E LEGALITA’.
Vi spieghiamo che cosa è accaduto:
il 12 agosto 2015 l’amministrazione porta in Consiglio il Bilancio di previsione e le tariffe tra cui la Tari; sono come sempre in ritardo, come abbiamo lamentato allora e anche adesso, nell’ultimo Consiglio Comunale dove sono arrivate proposte di delibera senza data e firma, senza il rispetto dei termini per il deposito degli atti e anche adesso come allora con diffida della Prefettura: il termine per il 2016 era il 30 aprile, l’anno scorso era il 30 luglio;
il Ministero dell’Economia e delle Finanze impugna la delibera Tari che è la numero 37 con ricorso n.1839 che propone tempestivamente e che viene notificato regolarmente al Comune di Amantea, si apre il procedimento di fronte al Tar Calabria, siamo nel 2015;
come se nulla fosse l’amministrazione Sabatino non dice nulla e, forse sperando che la cosa non venisse fuori, elabora il ruolo sulla base di quella delibera che sa essere nulla e nel 2016 manda le bollette ai cittadini addirittura con raccomandata, il che sarebbe anche opportuno secondo la nostra posizione comunicata in commissione ma se le bollette fossero regolari e valide;
il 17 giugno 2016 (venerdì 17) il Tar annulla la delibera numero 37 rendendo nulle tutte le bollette che ne sono derivate.
In sostanza i soldi che abbiamo pagato al Comune per la spazzatura non dovevamo pagarli o, meglio, non dovevamo pagarli in base a quella delibera ma in base alla delibera delle Tari 2014.
E qui viene l’altro terribile problema: come ricorderete “l’orrore TARI” si era già consumato nel 2014, quando ci eravamo accorti degli errori e avevamo chiesto la sospensione del ruolo poi effettivamente intervenuta il 16 aprile 2015.
Ora se la delibera del 2015 è stata annullata perché fuori termine come può essere valida la correzione della tariffa del 2014 fatta nel 2015? Come può la delibera del 14 maggio 2015 avere efficacia retroattiva e con un anno di ritardo fissare la tariffa dell’anno precedente?
Ed allora l’unica delibera valida sia per il 2014 che per il 2015 è quella del 30 settembre 2014, la numero 36 che è l’unica che trovate con riferimento all’anno 2014 sul sito del MEF, come potete verificare a questo indirizzo http://www1.finanze.gov.it/finanze2/dipartimentopolitichefiscali/fiscalitalocale/IUC_newDF/sceltaanno.htm?lista=1&r=1&pagina=calabria.htm&cm=&pr=CS&anno=&cc=A253

In tutta questa confusione l’unica certezza è che ci troviamo di fronte ad un’amministrazione assolutamente incapace, ma anche scorretta che invece di comunicare ciò che stava accadendo e di valutare gli opportuni rimedi ha preferito tacere e inviare bollette nulle.
E’ uno scandalo: l’assessore al bilancio si dimetta subito chiedendo scusa ai cittadini.
Ma provveda prima a
PUBBLICARE L’INFORMAZIONE SUL SITO DEL COMUNE
RESTITUIRE I SOLDI AI CITTADINI CHE HANNO GIA’ PAGATO

Mentre ci domandiamo se di questo scempio i consiglieri di maggioranza erano tutti informati (?), o la cosa, e sarebbe ancora peggio per gli stessi consiglieri, è stata gestita in “camera caritatis” con la collaborazione di ragionieri pensionati che continuano a gestire il Comune “da volontari civici”.
Chiunque abbia deciso questa comportamento amministrativo è uno scellerato irresponsabile che agisce con l’arroganza di potere fare tutto ciò che gli pare. Ma non è così!
Domani rivolgeremo richieste formali tanto al Responsabile del Sevizio Tributi Socievole, quanto al Ministero e vi informeremo in modo che i cittadini di Amantea possano avere un po’ di chiarezza in questo guazzabuglio infinito che è diventato il nostro povero (o meglio impoverito) Comune.

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DEGRADO INACCETTABILE NELLA ZONA P.I.P.

Alcuni cittadini di Campora ci hanno segnalato una discarica a cielo aperto nei pressi di una discesa a mare tra il ponte della ferrovia e quello della statale 18, alle spalle della zona P.I.P., che abbiamo documentato con video e foto. Poi qualche cumulo di rifiuti abbandonati qua e là.

Ma soprattutto ci hanno segnalato una discarica vera e propria nell’area P.I.P.

Ancora più impressionante perché in qualche modo “legalizzata”, in quanto si trova in un’area pubblica che è il capannone comunale dove ogni giorno vanno a prendere servizio gli operai della Lamezia Multiservizi e dove però, senza controlli, senza sorveglianza si sono creati enormi accumuli di rifiuti sparsi nella superficie dell’area. Si tratta del capannone dato in gestione alla Lamezia Multiservizi per l’organizzazione della raccolta.

Ma com’è possibile che vi sia un tale degrado? E i vigili non si accorgono di nulla? E l’assessore all’ambiente consente una situazione del genere?

E tutto questo mentre il 6 giugno scorso è l’amministrazione comunale ad emanare un’ordinanza con la quale dispone sanzioni ai cittadini che non rispettano la regolamentazione della differenziata. Che è giusto ovviamente, ma i primi a rispettare regole e a tutelare l’ambiente deve essere l’amministrazione, l’ente pubblico e chi per suo conto lavora.

E in questo caso non si può nemmeno dire che i cittadini siano stati fermi e passivi: è dal 2012 che 15 aziende dell’area P.I.P. hanno scritto al Comune, all’Ufficio Igiene, ed anche ai Carabinieri, e ai Nas di Cosenza senza che però nulla sia cambiato.

Non è tollerabile che la situazione vada avanti così, e lo è ancor meno adesso che è iniziata l’estate, periodo nel quale di solito la situazione peggiora e diventa ancora più pericolosa per la salute.

Domani protocolleremo in Comune un’interpellanza su questa situazione e sulla gestione dell’isola ecologica, poiché sappiamo che anche lì la gestione è inadeguata e ha generato lamentele da cittadini della zona. E chiederemo anche un incontro con l’assessore competente, il responsabile dell’azienda e le forze dell’ordine. Quello che a noi interessa e che pretendiamo è che la gestione sia ordinata, rispettosa dell’ambiente, delle norme e dei cittadini che pagano 2 milioni e 700 mila euro per il servizio della raccolta dei rifiuti di cui Euro 1.399.920, 05 più IVA alla Lamezia Multiservizi.

E vogliamo anche capire come mai non si riesca ad evitare che ci sia un continuo abbandono di rifiuti per le strade della città, a volte anche in zone centrali e all’ingresso di Amantea.

La nostra proposta è quella di chiedere immediatamente all’azienda di rimuovere i rifiuti e bonificare la zona entro un breve termine, e in mancanza chiediamo al Comune di applicare le penali previste dal contratto con la stessa azienda all’articolo 8.

Proponiamo anche di fare in modo che in quel sito a Campora, come nell’isola ecologica di Amantea, ci sia la possibilità per i cittadini di andare a depositare i rifiuti in cassoni differenziati , anche per sopperire al cattivo funzionamento della raccolta soprattutto nelle zone più periferiche.

Secondo modalità rispettose dell’igiene e della salute dei cittadini e delle norme.

Restituiamo decoro e dignità a quell’area produttiva e a chi ci lavora.

Ordinanza

Denuncia

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Comunicato stampa- Amantea (Cs): Guardia di Finanza, Nesci (M5S) sollecita Alfano, “attivarsi per mantenere la tenenza”

Nell’aula della Camera la deputata M5s Dalila Nesci ha sollecitato risposta alla recente interrogazione contro la chiusura della tenenza della Guardia di Finanza ad Amantea (Cosenza), su cui il Movimento 5 stelle è già intervenuto con il proprio consigliere comunale, Francesca Menichino, che ha chiesto l’assegnazione ai finanzieri di un bene confiscato. «La ‘ndrangheta – ha detto la deputata M5s a Montecitorio – va contrastata in modo efficace e sinergico, anche perché sa colonizzare i palazzi del potere politico. Ho chiesto al ministro dell’Interno urgenti iniziative per evitare ad Amantea la chiusura della tenenza della Guardia di Finanza, dovuta a una cieca spending review, con un risparmio di 20 mila euro all’anno, di fatto ridicolo. Ad Amantea ci sono immobili confiscati alla ‘ndrangheta, in cui, come già osservato, si potrebbe sistemare la Guardia di Finanza; indispensabile, stando al metodo investigativo del grande Giovanni Falcone». «Il ministro dell’Interno – ha concluso Nesci – voglia fornire la relativa documentazione dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Si attivi, di concerto con il Comune di Amantea, come suggerito dalla consigliera Menichino, per la pronta assegnazione di un immobile alle fiamme gialle».

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