Comunicato stampa: M5s Amantea: encomio forze dell’ordine e tutela del territorio

Stamattina si è tenuto ad Amantea un consiglio comunale per deliberare l’encomio solenne al Comandante e ad altri coraggiosi carabinieri che il 22 agosto scorso intervenivano in uno dei tanti incendi di questa estate e mettevano al sicuro 30 persone facendole allontanare dalle loro abitazioni messe in pericolo dalle fiamme, nell’attesa dell’arrivo dei vigili del fuoco e dei mezzi aerei.

Sappiamo bene come in questo anno  l’Italia tutta è stata messa in ginocchio dagli incendi e la nostra regione è stata tra le più colpite. Solo in Calabria sono stati incendiati 413 kmq di zone boschive, equivalenti a 60.000 campi di calcio.

Amantea e zone limitrofe non sono state risparmiate ed anche noi abbiamo visto andare in fumo intere colline e campagne. A tal proposito durante il consiglio di stamane abbiamo presentato un’interrogazione per fare presente la grave situazione di totale abbandono e mancanza di pulizia dei terreni e della politica di prevenzione che un amministrazione deve attuare a tutela della incolumità dei cittadini, delle proprie abitazioni e dell’ambiente.

Alleghiamo interrogazione

 

Oggetto: Interrogazione a risposta scritta e orale in Consiglio Comunale. Art.23 del Regolamento del    Consiglio Comunale. Prevenzione incendi.

 

PREMESSO:

  • Che l’estate 2017 verrà certamente ricordata tra le peggiori degli ultimi decenni sul fronte degli incendi boschivi in Calabria ma anche sul territorio della città di Amantea (è il caso di ricordare l’incendio che oggi ci porta ad encomiare dei rappresentanti dell’ Arma dei Carabinieri) e vorrei ricordare anche i tanti volontari;
  • Che è dato riscontrato una grave carenza di azioni di prevenzione del Comune di Amantea sul piano della gestione e cura del patrimonio boschivo (tra l’altro con tutte le implicazioni eventuali in tema di protezione civile e politica forestale) nonché su quello della predisposizione di misure di mitigazione del rischio o anche sul piano delle misure di deterrenza per gli incendi;
  • Considerato che i mezzi aerei possono essere un ausilio allo spegnimento, mai lo strumento primo o principale e soprattutto rischiano di divenire inefficaci se non coadiuvati da azioni di bonifica (cioè l’intervento a terra per lo spegnimento dei focolai residui) nell’area colpita dagli incendi;
  • Accertato che le mancate o inadeguate bonifiche hanno come conseguenze che un incendio che viene “spento” di giorno riprende durante la notte, perché, dopo il passaggio aereo, non sono state svolte tutte le altre attività necessarie per il suo definitivo spegnimento;
  • In tema degli incendi boschivi è rappresentato dalla legge 21 novembre 2000, n. 353, nota come “legge-quadro in materia di incendi boschivi”, sulla cui base le regioni hanno l’obbligo di adeguare le norme di riferimento ed il contestuale Piano Regionale Antincendio;
  • La legge di cui sopra è finalizzata alla conservazione e alla difesa dagli incendi del patrimonio boschivo nazionale quale bene insostituibile per la qualità della vita e costituisce, nel suo insieme, un principio fondamentale dell’ordinamento ai sensi dell’art. 117 della Carta Costituzionale;
  • La legge 24 febbraio 1992, 225 designa il Sindaco quale Autorità di Protezione Civile a livello comunale, nel modello organizzativo regionale i comuni concorrono nell’organizzazione generale dell’attività di spegnimento degli incendi mediante:

– costituzione e gestione di unità di intervento comunale o convenzioni con squadre di intervento appartenenti alle Associazioni di Volontariato;

-supporto tecnico-logistico alle operazioni di spegnimento degli incendi boschivi;

-attivazione delle unità di intervento nel comprensorio di appartenenza;

-attivazione delle funzioni specifiche richieste in caso di incendio di interfaccia (procedura di cui al modello d’intervento manuale operativo di cui all’art. 3 comma 1° del decreto n. 1 del Commissario Delegato di cui all’O.P.C.M. 22 ottobre 2007 n. 3624);

-attivazione del Presidio Operativo e del Presidio Territoriale.

 

Tanto premesso lo scrivente Consigliere Comunale,

INTERROGA IL SINDACO E L’ASSESSORE DELEGATO ALLA PROTEZIONE CIVILE

per sapere:

  • Quali iniziative l’Amministrazione Comunale ha assunto a sostegno di una efficace azione continuativa di prevenzione incendi, prima o dopo  la stagione estiva 2017, anche attraverso la pulizia del sottobosco comunale e nelle aree siano esse cittadine che rurali a rischio;
  • Se è stato predisposto dall’Amministrazione Comunale un piano antincendio, in sinergia con la Regione Calabria, che possa far fronte in maniera adeguata alle emergenze;
  • Se si intende predisporre per la stagione estiva 2018 servizi di presidio del territorio con personale della Protezione Civile Comunale o da parte del volontariato in modo da rafforzare l’attività di prevenzione e ridurre il tempo di intervento in caso di incendi;
  • Se ci sono  idranti posizionati sul territorio comunale e , se si, se sono stati oggetti di verifica e di manutenzione.

La scrivente, infine, chiede del Signor Sindaco l’impegno:

  • a creare presidi antincendio con idranti a colonna nelle zone periferiche e contrade al confine con fasce boschive;
  • alla realizzazione, dove la morfologia del territorio lo consenta, di sentieri tagliafuoco;
  • a porre le condizioni per la presenza di un presidio ad Amantea dei Vigili del Fuoco, percorso già promosso da alcune associazioni locali ma mai portato a buon fine per il mancato interessamento delle diverse amministrazioni.
  • alla predisposizione prima dell’inizio dell’estate e molto per tempo di un’apposita ordinanza di prevenzione incendi e pulizia dei terreni come avviene in tanti comuni virtuosi.

Si rimane a disposizione per ogni collaborazione istituzionale.

 

Franesca Menichino

Francesca Sicoli

Gruppo consiliare MoVimento 5 stelle Amantea


 

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ONORE AI CADUTI

 

Oggi è il 4 novembre.

Novantanove anni fa in questa data finiva la prima guerra mondiale. E da allora commemoriamo il ricordo di questa giornata, che inizialmente era  l’«anniversario della vittoria», poi divenne  la «festa dell’unità nazionale»; oggi è «festa dell’unità nazionale e giornata delle Forze armate». Onoriamo i tantissimi caduti di quella guerra cruenta e senza pietà. Quanti?

Troppi, solo l’Italia ha perso 1.240.000 persone tra militari e civili, se poi si sommano militari, civili, feriti e mutilati di tutti gli stati coinvolti nella Grande Guerra si può stimare il dato inquietante di 37 milioni.

Uno dei tanti giovani italiani a partecipare a questa guerra fu Carlo Emilio Gadda, volontario appena ventiduenne che nei suoi diari di guerra scrisse:<< […] che realmente la mia , la nostra vita è un brevissimo tempo, che già mezzo è trascorso senza frutto d’onore, senza una gioia. Sentì con intensità spasmodica che non un sorriso di giocondità ha rallegrato i miei giorni distrutti. Ho patito tutto, la povertà, la morte del padre, l’umiliazione, la malattia, l’impotenza del corpo e dell’anima, la paura, lo scherno, per finire a Caporetto nella fine delle fini, non ho avuto amore né niente; l’intelligenza mi vale soltanto per considerare e soffrire gli slanci del sogno, l’amore della patria e del rischio. La passione della guerra mi ha condotto a una sofferenza mostruosa, a una difformità spirituale che non può avere riscontro.

Sentì in quel momento quell’intensità di una scelta… il vuoto, l’orribile vuoto della mia vita, la sua brevità, la sua fine, che cosa avrò fatto per gli uomini, che cosa per il mio paese? Niente, niente.>>

Quanta emozione, quanto patimento in queste parole e quanto rispetto per la sofferenza di quella guerra che per l’Italia è stata soprattutto guerra di trincea.

Chissà invece quale sentire misero accompagnava le parole del generale Cadorna che raccontando Caporetto nel bollettino di guerra successivo  descriveva “la mancata resistenza di riparti della II° Armata vilmente ritiratisi senza combattere o ignominiosamente arresisi al nemico”. Era menzogna, fango gettato su chi sul fronte e senza guida perdeva la vita.

La guerra non ha niente di giusto, niente. È la negazione assoluta del rispetto per la vita propria e degli altri. È il barbaro gioco del potere che piega a proprio piacimento menti e corpi. È la massima espressione della stupidità umana. 

MoVimento 5 Stelle Amantea

Consigliere Comunali Francesca Menichino e Francesca Sicoli

ggi è il 4 novembre.

Novantanove anni fa in questa data finiva la prima guerra mondiale. E da allora commemoriamo il ricordo di questa giornata, che inizialmente era  l’«anniversario della vittoria», poi divenne  la «festa dell’unità nazionale»; oggi è «festa dell’unità nazionale e giornata delle Forze armate». Onoriamo i tantissimi caduti di quella guerra cruenta e senza pietà. Quanti?

Troppi, solo l’Italia ha perso 1.240.000 persone tra militari e civili, se poi si sommano militari, civili, feriti e mutilati di tutti gli stati coinvolti nella Grande Guerra si può stimare il dato inquietante di 37 milioni.

Uno dei tanti giovani italiani a partecipare a questa guerra fu Carlo Emilio Gadda, volontario appena ventiduenne che nei suoi diari di guerra scrisse:<< […] che realmente la mia , la nostra vita è un brevissimo tempo, che già mezzo è trascorso senza frutto d’onore, senza una gioia. Sentì con intensità spasmodica che non un sorriso di giocondità ha rallegrato i miei giorni distrutti. Ho patito tutto, la povertà, la morte del padre, l’umiliazione, la malattia, l’impotenza del corpo e dell’anima, la paura, lo scherno, per finire a Caporetto nella fine delle fini, non ho avuto amore né niente; l’intelligenza mi vale soltanto per considerare e soffrire gli slanci del sogno, l’amore della patria e del rischio. La passione della guerra mi ha condotto a una sofferenza mostruosa, a una difformità spirituale che non può avere riscontro.

Sentì in quel momento quell’intensità di una scelta… il vuoto, l’orribile vuoto della mia vita, la sua brevità, la sua fine, che cosa avrò fatto per gli uomini, che cosa per il mio paese? Niente, niente.>>

Quanta emozione, quanto patimento in queste parole e quanto rispetto per la sofferenza di quella guerra che per l’Italia è stata soprattutto guerra di trincea.

Chissà invece quale sentire misero accompagnava le parole del generale Cadorna che raccontando Caporetto nel bollettino di guerra successivo  descriveva “la mancata resistenza di riparti della II° Armata vilmente ritiratisi senza combattere o ignominiosamente arresisi al nemico”. Era menzogna, fango gettato su chi sul fronte e senza guida perdeva la vita.

La guerra non ha niente di giusto, niente. È la negazione assoluta del rispetto per la vita propria e degli altri. È il barbaro gioco del potere che piega a proprio piacimento menti e corpi. È la massima espressione della stupidità umana. 

MoVimento 5 Stelle Amantea

Consigliere Comunali

Francesca Menichino e Francesca Sicoli

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AMANTEA, IL M5s IN REGIONE CALABRIA PER LA SCUOLA MEDIA MAMELI

Stamattina siamo stati in Regione, presso il Dipartimento Lavori Pubblici, per tutelare le necessità della nostra comunità di Amantea.

Il 28 luglio scorso la Regione aveva inviato al Comune una comunicazione chiedendo di rinunciare ad uno dei finanziamenti di cui è beneficiaria la scuola media Mameli dichiarata inagibile il 4 marzo scorso.
In realtà i due finanziamenti non sono affatto incompatibili ma assolvono a due funzioni differenti: uno, di 5.900.000 euro è finalizzato alla ricostruzione della scuola, l’altro di 626.000 euro serve alla ristrutturazione dell’edificio dell’ex giudice di pace che dovrebbe essere la sistemazione temporanea degli studenti.
Abbiamo ricevuto attenzione da parte del direttore ingegnere Pallaria e dell’ingegnere Iiritano che ci hanno indicato le procedure da seguire nella piena consapevolezza che è necessario realizzare entrambi gli interventi. I dirigenti regionali lo hanno compreso benissimo mostrando piena disponibilità.
Noi abbiamo fatto la nostra parte ottenendo un risultato concreto su cui costruire lavorare.
Adesso il sindaco completi le procedure e attivi la macchina burocratica nel più breve tempo possibile.
Occorre poi trovare adeguata sistemazione per i ragazzi per l’inizio dell’anno scolastico previsto il 14 settembre, e questa soluzione non è il Campus, nemmeno in modo parziale!
D’altronde abbiamo incontrato la dirigente insieme alla consigliera Sicoli il primo agosto e il sindaco il giorno dopo ed entrambi convergevano sulla necessità di evitare il Campus.
L’alternativa esiste: occorre valorizzare gli edifici che abbiamo e dimostrare che siamo una comunità e che ognuno può fare dei piccoli sacrifici per il bene di tutti. In particolar modo in un sopralluogo effettuato a fine giugno con il sindaco abbiamo constatato che ci sono spazi pressochè sufficienti nel plesso Manzoni che è il più grande e il più sicuro di cui disponiamo. Occorre sedersi a tavolino ed avere la volontà di riorganizzarsi avendo presente la necessità di tutela dei minori prima di ogni altra esigenza.
Questa è stata e continua ad essere la nostra posizione sin dall’inizio di questa vicenda.

Cerchiamo di essere uniti tutti, in particolare noi genitori, e chiediamo la giusta tutela dei minori al Sindaco e alla Dirigenza scolastica come già lunedì scorso ha fatto un gruppo di pacifici e coraggiosi mamme e papà.

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Il Consiglio Comunale urgente si farà, ma non per le motivazioni chieste da noi una settimana fa

Stamattina siamo state in comune e dopo poco incontriamo il messo comunale che ci ha notificato la convoca del consiglio comunale in sessione straordinaria ed urgente che si terrà domani alle 15:30 con un solo punto all’ordine del giorno: “SURROGA CONSIGLIERE COMUNALE A SEGUITO DI PRESENTAZIONI DI DIMISSIONI”.

Le dimissioni sono quelle di Marcello Socievole accusato insieme a Franco La Rupa per voto di scambio e tentata estorsione, vicende che tutti conosciamo e che hanno portato purtroppo di nuovo la bellissima Amantea alla ribalta della cronaca nazionale; a tal proposito avevamo chiesto un Consiglio Comunale urgente il 27 luglio, proprio per discutere dei gravi casi giudiziari che hanno coinvolto la maggioranza con l’arresto di Socievole prima e l’avviso di conclusione delle indagini al consigliere Rocco Giusta che ha dato poi le dimissioni da assessore al bilancio arrivato dopo solo 5 giorni dai precedenti arresti e parlare dei tanti problemi che affliggono la città, confrontandosi nella sede opportuna quale è il consiglio che “rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo” (Art. 1 Statuto Comunale), ma alla nostra richiesta di risposta è arrivato un “garbato” no che pubblichiamo e che viene motivato con la circostanza che “per obbligarne la convocazione deve essere fatta per lo meno da un quinto dei consiglieri” per cui scrive Caterina Ciccia “appare evidente che la vostra richiesta non è esposta agli obblighi di legge”.

Dunque l’unica cosa che domani il consiglio urgentemente convocato dovrò fare sarà provvedere alla surroga del consigliere dimessosi: entrerà Giuseppe Maria Vairo al posto di Socievole. Giuseppe Maria Vairo, giovane architetto che il 13 maggio scriveva su Facebook “la lista azzurra con Mario Pizzino SINDACO, ispirata da Franco La Rupa della quale faccio parte, è la migliore possibile […]” come se fosse un vanto ispirarsi ad un uomo politico conosciutissimo alla magistratura adesso in carcere per voto di scambio e indagato già in vari processi tra cui Nepetia e Omnia.

Dovremmo quindi domani partecipare più o meno passivamente al primo consiglio comunale dopo gli arresti e dopo l’indagine a carico dell’ex assessore Giusta ormai e surrogare Socievole con Giuseppe Maria Vairo, tacendo su tutto quanto il resto. Questo esprime la giunta Pizzino che parlava di trasparenza e partecipazione. D’altronde nella stessa missiva con cui dicono no al consiglio richiesto, scrivono pure che “il sindaco ha già comunicato presso le principali testate giornalistiche il pensiero suo e del suo gruppo di maggioranza al quale si rinvia per i relativi contenuti”. Dovremmo dedurne che il sindaco fa il sindaco sui giornali e non nei consigli comunali?

Ci domandiamo dunque, già sulla sola base dei primi due articoli dello Statuto Comunale, a che cosa serva il consiglio comunale visto l’uso e il consumo che ne fa l’amministrazione Pizzino. Stamattina nonostante tutto, abbiamo cercato di mediare rispetto alle nostre richieste e proposte e abbiamo parlato a lungo col sindaco e la presidente del consiglio, chiedendo di convocare il consiglio non solo per la surroga, ma anche per affrontare e discutere la situazione attuale e qualsiasi altro problema che riguarda la comunità, come per esempio quello delle scuole medie. Ma il punto all’odg è solo uno e nessuno altro.

Col sindaco abbiamo parlato anche degli arresti cercando di metterlo di fronte alle responsabilità delle sue scelte elettorali, ma ha negato tutto anche l’evidenza e ha pronunciato una frase che non dimenticheremo più: in politica la verità non esiste. Cos’altro aggiungere? Che la città tutta viene ancora una volta mortificata dall’arroganza politica di questa “nuova” maggioranza che dimostra senza nessuna vergogna, inadeguatezza morale e politica nel continuare a governare Amantea e richiediamo le doverose e urgenti dimissioni.

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Il M5s ad Amantea chiede la convocazione di un consiglio comunale urgente

Ad Amantea stiamo vivendo un momento difficilissimo.

Proprio quando, dopo un’elezione, si doveva guardare ad un nuovo corso e ad una nuova speranza per una comunità che paga anni e decenni di malgoverno e cattiva gestione tutti presenti lì, nel dissesto.
Cosa accadrà? Ce lo chiedono in tanti, ce lo domandiamo tutti.
Gli arresti di Socievole e di La Rupa hanno squarciato il velo di ipocrisia che pendeva non solo su queste elezioni 2017, ma sul metodo elettorale che caratterizza Amantea, la Calabria e oltre.
Lo denunciamo da sempre dai palchi e nelle sedi giudiziarie.
Ma il sistema è così radicato e forte che si è riproposto ancora una volta con gli stessi schemi. Ovviamente la ben nota registrazione è solo la punta dell’iceberg, quella che si vede, possiamo tutti immaginare cosa vi sia sotto che non è emerso in Procura.
Il sindaco tace, fa finta di non sapere, nega la collaborazione con La Rupa salutato con stima dai palchi elettorali, referente dichiarato della lista azzurra.
Poi abbiamo l’assessore al Bilancio Rocco Giusta (ormai ex) indagato per truffa sui fondi dell’Unione Europea, che doveva rappresentare la figura cruciale e più importante del nostro comune in dissesto, ma che è accusato dalla Guardia di Finanza di Amantea di fatture false per nove milioni di euro.
In questa estate post-elettorale che doveva essere per Amantea ricerca di normalità e serenità, e lavoro per i flussi turistici in realtà ridotti a nulla, abbiamo solo cronache giudiziarie che ci hanno portato alla ribalta nazionale e grande incertezza per il futuro.
Ecco perché in questo momento sentiamo di rivolgerci a tutti i cittadini, indipendentemente dal voto che hanno espresso e sentiamo il bisogno di cercare una strada per ristabilire in qualche modo la serenità di questa comunità che eravamo pronti a governare.
Immediatamente abbiamo chiesto le dimissioni della giunta Pizzino, perché riteniamo che nessuna serenità possa venire da un’amministrazione che ha agito nei modi che abbiamo visti e sentiti.
Abbiamo anche rivolto un appello accorato al sindaco, ma nessuna risposta.
Non possiamo più accettare silenzio e omertà.
Incontriamoci e parliamone, e facciamolo nelle sedi istituzionali, il Consiglio Comunale, in cui i cittadini possano vedere e sentire e sapere, e non solo immaginare cosa accade nelle segrete stanze.
Non si riunisce da più di un mese il consiglio dopo la prima seduta del 26 giugno, non sono state formate le commissioni consiliari, sembra un consiglio morto prima ancora di nascere.
Oggi abbiamo protocollato una richiesta per un consiglio urgente, in quanto Riteniamo necessario un momento di confronto pubblico su quanto accaduto perché ognuno esprima le proprie valutazioni e soprattutto per dare conto alla cittadinanza di quanto stia accadendo e possa accadere.
Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità davanti alla cittadinanza di Amantea.
Ad Amantea stiamo vivendo un momento difficilissimo.
Proprio quando, dopo un’elezione, si doveva guardare ad un nuovo corso e ad una nuova speranza per una comunità che paga anni e decenni di malgoverno e cattiva gestione tutti presenti lì, nel dissesto.
Cosa accadrà? Ce lo chiedono in tanti, ce lo domandiamo tutti.
Gli arresti di Socievole e di La Rupa hanno squarciato il velo di ipocrisia che pendeva non solo su queste elezioni 2017, ma sul metodo elettorale che caratterizza Amantea, la Calabria e oltre.
Lo denunciamo da sempre dai palchi e nelle sedi giudiziarie.
Ma il sistema è così radicato e forte che si è riproposto ancora una volta con gli stessi schemi. Ovviamente la ben nota registrazione è solo la punta dell’iceberg, quella che si vede, possiamo tutti immaginare cosa vi sia sotto che non è emerso in Procura.
Il sindaco tace, fa finta di non sapere, nega la collaborazione con La Rupa salutato con stima dai palchi elettorali, referente dichiarato della lista azzurra.
Poi abbiamo l’assessore al Bilancio Rocco Giusta (ormai ex) indagato per truffa sui fondi dell’Unione Europea, che doveva rappresentare la figura cruciale e più importante del nostro comune in dissesto, ma che è accusato dalla Guardia di Finanza di Amantea di fatture false per nove milioni di euro.
In questa estate post-elettorale che doveva essere per Amantea ricerca di normalità e serenità, e lavoro per i flussi turistici in realtà ridotti a nulla, abbiamo solo cronache giudiziarie che ci hanno portato alla ribalta nazionale e grande incertezza per il futuro.
Ecco perché in questo momento sentiamo di rivolgerci a tutti i cittadini, indipendentemente dal voto che hanno espresso e sentiamo il bisogno di cercare una strada per ristabilire in qualche modo la serenità di questa comunità che eravamo pronti a governare.
Immediatamente abbiamo chiesto le dimissioni della giunta Pizzino, perché riteniamo che nessuna serenità possa venire da un’amministrazione che ha agito nei modi che abbiamo visti e sentiti.
Abbiamo anche rivolto un appello accorato al sindaco, ma nessuna risposta.
Non possiamo più accettare silenzio e omertà.
Incontriamoci e parliamone, e facciamolo nelle sedi istituzionali, il Consiglio Comunale, in cui i cittadini possano vedere e sentire e sapere, e non solo immaginare cosa accade nelle segrete stanze.
Non si riunisce da più di un mese il consiglio dopo la prima seduta del 26 giugno, non sono state formate le commissioni consiliari, sembra un consiglio morto prima ancora di nascere.
Oggi abbiamo protocollato una richiesta per un consiglio urgente, in quanto Riteniamo necessario un momento di confronto pubblico su quanto accaduto perché ognuno esprima le proprie valutazioni e soprattutto per dare conto alla cittadinanza di quanto stia accadendo e possa accadere.
Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità davanti alla cittadinanza di Amantea.

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IL M5s AD AMANTEA NON FA MEMORIA CON L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

Oggi è il 19 luglio, un giorno che a noi adulti fa venire la pelle d’oca.

Nel 1992 non erano nati i diciottenni di oggi ed erano appena nati i venticinquenni.
Noi che l’abbiamo vissuto che dovere abbiamo nei loro confronti?
Il nostro dovere morale è quello di far conoscere a questi giovani chi era Paolo Borsellino e cos’è successo il 19 luglio.
Quanti di noi conosciamo a fondo la vita di quest’uomo eroe, del suo grande amico Giovanni Falcone, del suo mentore Rocco Chinnici, degli uomini di scorta eroi invisibili e cosa abbia realizzato il pool antimafia?
Non è certo con queste poche righe che riusciremo ad esprimere il rigore morale, la giustizia, il rispetto per la vita, il lavoro come missione, cosa sia il coraggio, e cosa un uomo possa realizzare attraverso la forza della coerenza.
Non ci riusciremo, e così ci limitiamo a ricordare.
Paolo Borsellino era un uomo, che nella vita ha fatto quello che c’era da fare, ha fatto il suo dovere al quale il suo cuore non sapeva sottrarsi, un uomo che il 19 luglio del 1992 è stato ucciso insieme alla sua scorta, così come altri magistrati eroi prima di lui.
Perché abbiamo il dovere morale di ricordare? Perché la vita è una continua lotta tra il bene e il male e ogni momento si decide da che parte stare.
Noi abbiamo deciso di stare dalla parte del bene e della giustizia perché la nostra indole non ci permette altro.
E stare da questa parte implica dire le cose come stanno e rifiutare l’ipocrisia e le linee d’ombra, che prima ti confondono, poi ti spingono ad accettare il compromesso, poi inevitabilmente ti portano dalla parte sbagliata.
Per noi oggi commemorare Borsellino, una persona uccisa dalla mafia e non solo, che la mafia ha denunciato e combattuto, significa sentire profondamente dentro noi stessi di appartenere al pensiero e all’agire di quella persona, significa cercare attraverso la nostra piccola quotidianità di mettere in pratica quelle idee, di essere coerenti con quanto si pensa, si dice e si fa.
Quando però l’azione non corrisponde alle parole pronunciate e di facciata, allora c’è qualcosa che non va, allora si genera ipocrisia.
È da questa che noi oggi prendiamo le distanze, non dalla commemorazione alla quale siamo stati invitate, ma da quell’ipocrisia che abbiamo già denunciato nel primo consiglio comunale.

Il 26 gennaio 1989 Borsellino diceva: “L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto. E no! Questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: beh! Ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso. Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato, quindi è un uomo onesto. Ma dimmi un poco, ma tu non ne conosci di gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati.” E per mafia si intende chi condiziona la libertà dei cittadini e il regolare andamento delle funzioni pubbliche, con metodi fondati su omertà, silenzio, intimidazione e violenza.
Ancora Borsellino diceva: “La lotta alla mafia (…) non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale, anche religioso, che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità, e quindi della complicità.”
Stasera alle ore 21 l’amministrazione comunale ci ha invitato ad una cerimonia in Piazza Falcone e Borsellino.

Ma noi non ci saremo!
Prendendo atto della correttezza istituzionale dell’invito che ci è stato rivolto e di cui ringraziamo, ci vediamo però costrette, in virtù dell’attualità e delle considerazioni espresse, a disertare la manifestazione prevista per questa sera, perché prendendo come esempi questi uomini eroi e facendo politica in prima persona, siamo chiamate ad una coerenza profonda e autentica che non possiamo e non vogliamo tradire.
La memoria di Paolo Borsellino e degli uomini della scorta caduti in via D’Amelio 25 anni fa, per tenere fino all’ultimo alta la fiaccola della legalità, va onorata, ricordata e perseguita.
Lo faremo nelle prossime settimane con la presenza di parlamentari della commissione antimafia, rivolgendoci soprattutto a voi giovani, a voi che rappresentate il futuro della comunità , a voi che tra qualche anno sarete la nostra classe dirigente per continuare a ricordare i gesti e le parole di quegli uomini eroi che sono morti anche per noi.
Il minimo che possiamo fare è avere il coraggio di scegliere da che parte stare.
“La paura è umana, ma combattetela con coraggio!”
#ilcoraggiodicambiare
#M5s
#amantea5stelle

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La Lista Movimento 5 Stelle ad Amantea – 11 giugno 2017

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Candidata Sindaca 

Sono Francesca Menichino.   Tre anni fa ho accettato di essere uno strumento del Progetto Politico del M5s per il Comune di Amantea.   Sono diventata un consigliere comunale e per due anni e mezzo ho fatto solo il mio dovere di proposta e di controllo. Ho costantemente informato la cittadinanza di quello che accadeva nel Palazzo di Città, anche e soprattutto quando quel Palazzo che dovrebbe essere la casa di tutti ci mostrava i segni della sua chiusura e della sua arroganza. Ho visto con i miei occhi comportamenti violenti, discriminazioni, abusi e illegalità e ho denunciato ciò che doveva essere denunciato.

Ma ripeto questo era il mio dovere.

Tante volte ho pensato di lasciare, quando hanno cercato di intimidirmi facendomi richieste risarcitorie, quando non si è trovata la mia querela in Procura, e quando qualcuno dei nostri ha lasciato il Progetto. Ma non l’ho mai fatto.  Mentre l’amministrazione mostrava tutto il peggio di sé io mi domandavo cosa avrei fatto dopo, quel dopo che era sempre più vicino. Continuare? Lasciare? Andare altrove? “Tu puoi fare quello che vuoi…” mi dicevano. Oggi io sono qui ad Amantea e sono candidata a sindaco della mia città, perché ho fatto esattamente quello che volevo: dare coerenza al mio impegno e alle mie lotte, e continuare a mettermi al servizio di questa città, per me l’unico senso del mio impegno.  Oggi nel 2017 ad Amantea non c’è solo un elezione comunale. C’è un appuntamento con la Storia che riguarda tutti, tutta la Calabria ed il futuro. Oggi si deve scegliere se vogliamo rimanere nella melma o se vogliamo scegliere la libertà e la dignità. Sarà faticoso e lungo il cammino verso il futuro, e tutti i cittadini dovranno fare la loro parte in un equilibrio rispettoso tra diritti e doveri. Ma è l’unica strada possibile e sarà bello percorrerla insieme.

Qualcuno ci ha descritto come una Rivoluzione, e ha detto che per votarci i cittadini di Amantea dovrebbero essere dei rivoluzionari.

Sono d’accordo purché la nostra rivoluzione sia pacifica e si fondi sull’amore. L’amore per il territorio, per i futuri cittadini, oggi figli e nipoti, privi del diritto di voto.

Anche per loro NOI siamo chiamati a scegliere.

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Sono Giovanni Bennardo. Ho 54 anni e vivo in questa splendida cittadina da 25.  Sono un commerciante felice della scelta fatta tanti anni fa ed oggi, dopo anni di sostegno al MoVimento 5 stelle mi candido al fianco di Francesca Menichino.  Consapevole delle innumerevoli problematiche che Amantea sta attraversando, sono comunque certo che un’amministrazione senza vincoli e ricatti, può far rinascere questa splendida cittadina tirrenica per noi e per le generazioni future.

Con un voto coraggioso, si può cambiare il passo e mettere in moto il cambiamento!!!

francesca-sicoli

Ciao sono Francesca Sicoli e sono di Amantea. Nata e cresciuta tra le vie del centro, per poi andare ad esplorare “selvaggiamente” il fiume Oliva risalendolo a carponi o con la bici e continuare le mie scoperte per l’hinterland con tutti i mezzi a due ruote (e a quattro e più poi) possibili e immaginabili. Ho vissuto pienamente gli ultimi anni d’oro della nostra cittadina, tra bagni in un mare pulito e cristallino, serate estive piene di turisti e un’economia florida. Arriva poi la maturità e mi trasferisco a Roma per studiare con un entusiasmo tale che mi ha permesso di raggiungere tutti gli obiettivi prefissati sia in ambito lavorativo che personale: divoro praticamente la capitale inondata dalla sua bellezza e dalla sua immensità. Ovviamente il mio scooter mi segue e questo mi permette di imparare a conoscere la città come le mie tasche.

Non con pochi sforzi, ma con tanta caparbietà mi introduco nel mondo del lavoro televisivo, prima locale con la prima emittente regionale T9, e poi nazionale, lavorando per produzioni Rai e LA7. Fino a quando non faccio ritorno nel mio paese di origine e per cambiare totalmente stile di vita. Inizia il mio lavoro di filmmaker indipendente che mi porta a viaggiare per la Calabria e all’estero e ad incontrare sempre più persone forti e coraggiose che portano avanti lotte per il territorio e per la difesa delle bellezze umane e naturali. Oggi mi trovo come tre anni fa al fianco di Francesca Menichino e di un gruppo straordinario a concorrere per questa tornata elettorale. Tanti i progetti e le idee per Amantea, tanto l’amore per la sua ricca cultura dimenticata e martoriata dall’incompetenza e dall’ignoranza e tanta la voglia di ricostruire la reputazione di un territorio quasi interdetto (ingiustamente) da tutti i canali di comunicazione turistici, culturali e sociali.

Sono le persone che cambiano il corso degli eventi e sono le persone che decidono cosa vogliono della loro vita e del luogo in cui vivono. Noi sappiamo chiaramente cosa vogliamo per Amantea e sappiamo che sarà bellissimo farne parte!

gianni-pagliaro

Mi chiamo Gianni Pagliaro, ho 39 anni, convivo con la mia compagna Laura, sono padre di 3 figlie e vivo ad a Amantea dalla nascita.   Provengo da una famiglia umile, e per questo già da piccolo ho pensato di responsabilizzarmi, iniziando a lavorare così da non pesare sulle spalle della mia famiglia. Ad oggi sono titolare di una piccola impresa artigiana. Seguo le problematiche che ci affliggono  sia a livello sociale che lavorativo e probabilmente sono state queste situazioni e le mie esperienze di vita a farmi partecipare a questa tornata elettorale con il M5s, dopo anni da attivista.

Desidero contribuire fattivamente alla realizzazione del nostro progetto elettorale, partendo dall’ascolto dei cittadini che vivono quotidianamente realtà di forte disagio.

francesco-provenzano

Mi chiamo Francesco Provenzano ma tutti mi chiamano Franco. Se l’esperienza elettorale mi restituisse almeno il mio nome di battesimo che mi piace tanto sarebbe già un bel risultato. Scherzo, ovviamente. L’ambizione è ben altra ed è quella di rendermi utile alla valorizzazione delle risorse della nostra città  trascurate da chi pur avendo ottenuto la fiducia dei cittadini invece di mettersi al servizio della città si è servito della città per curare gli interessi della propria clientela elettorale, della propria famiglia, suoi personali. Ma, andiamo per ordine.

Emigrante “per forza”. Nella seconda metà degli anni ’60 non c’era ancora “Arcavacata” e la Calabria era uno dei territori assistiti dalla “Cassa per il Mezzogiorno”, uno degli strumenti più efficaci di raccolta del consenso elettorale da parte della Democrazia Cristiana.   Lo studio e quindi l’Università era ancora l’unico “ascensore sociale” a disposizione di chi, come me, apparteneva ad una famiglia molto modesta sul piano economico-sociale.  Quindi Laurea in Scienze Politiche alla “Sapienza di Roma”. “Stage” aziendale di sei mesi a Parigi, rientro in Italia ed ingresso al Banco di Roma. Dopo 18 mesi, al conseguimento del  “Diploma di qualificazione bancaria” e successiva assunzione e attribuzione di “procura” il “gran rifiuto”. Lascio la banca per “soffiare a pieni polmoni” sul  grande fuoco del cambiamento culturale, socio-economico e politico che in quegli anni aveva investito tutto il mondo occidentale a partire dal maggio francese del 1968.  Dopo alcuni anni, quando quel fuoco si è assopito, ho ripreso il percorso professionale interrotto. Dieci anni in Associazione Bancaria Italiana dove in qualità di Responsabile dei Sistemi di Pagamento ho partecipato alla nascita della carta “Bancomat” come carta di prelievo sugli ATMs e, soprattutto, contribuito alla nascita della prima carta di credito interbancaria “Cartasì” emessa dalla Servizi Interbancari. Quindi, 5 anni in “Cartasì” come Responsabile delle Relazioni Internazionali.  Ideatore e “Project Manager”,  della carta di credito Unicard/VISA per conto della Lega delle Cooperative.  Ritorno in Cartasì per altri 5 anni come Direttore Commerciale.  Direttore Generale in Diners’ Club. Direttore Divisione Monetica in URMET Telecomunicazioni.  Attualmente Consulente di Monetica.

L’impegno in politica con il Movimento 5 stelle è il tentativo di superare lo scetticismo diffuso che si rifiuta di operare distinzioni (“sono tutti gli stessi”) e nel contempo quella sorta di determinismo antropologico per cui al governo della cosa pubblica, e della nostra città in particolare, da alcuni decenni si avvicendano soltanto i peggiori. La situazione drammatica in cui versa attualmente la nostra cittadina ha nomi e cognomi a tutti noti.  Il Movimento 5 stelle non ha  mai governato per cui, per definizione, non può essere coinvolto in alcun modo nel dissesto. Ha semmai cercato di contenerne la portata denunciando per tempo la china sulla quale la nostra cittadina stava scivolando.

Ai cittadini la scelta che, in teoria, non è stata mai tanto facile come quella che si dovrà operare l’11 giugno 2017.

Il Lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sè e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa ( Art. 36, I° comma, Costituzione della Repubblica Italiana). 

vincenzo-ianni

Sono Vincenzo Ianni detto Renato, pensionato delle Ferrovie dello Stato. Faccio il nonno e mi piace dilettarmi in cucina e  curare il mio orto. Sono attento ai bisogni della mia Amantea e vorrei rendermi utile affinché ci sia più ordine, più pulizia e rispetto per tutto quello che ci circonda. Il mio desiderio è quello di rivedere Amantea tornare allo splendore di un tempo!  Vorrei che i miei concittadini ritornassero ad avere fiducia nelle istituzioni! E se penso ai miei figli e ai miei nipoti vorrei  un futuro migliore per noi tutti, ma in particolare per le nuove generazioni.

anna-la-barberaMi chiamo Anna La Barbera sono nata a Cosenza l’11 aprile 1989 da mamma calabrese e papà siciliano, avevo solo due anni quando ci siamo trasferiti in Toscana vicino Firenze per il lavoro di mio padre, e lì siamo rimasti per circa tre anni. Tornati in Calabria, la mia famiglia si è stabilita ad Amantea,  paese d’origine di mia madre,  ho conseguito la maturità presso  il Liceo Artistico di Catanzaro; poi mi sono trasferita a Napoli dove ho conseguito la laurea triennale in Conservazione e Restauro, presso l’Accademia di Belle Arti, a termine della triennale mi sono trasferita a Venezia iscrivendomi all’Università di Ca’ Foscari, e conseguendo la laurea magistrale in Storia delle arti e conservazione dei beni artistici. Dopo gli studi ho lavorato come office worker presso una nota casa di moda italiana sempre a Venezia. Circa tre anni fa mi sono sposata e attualmente vivo ad Amantea. Tutto quello che sono oggi, lo devo alla mia famiglia grazie ai forti valori che mi ha trasmesso. Tra questi valori anche quelli che oggi mi conducono a essere parte del progetto del M5s per il Comune di Amantea in queste elezioni del 2017.

nicola-defina

Mi chiamo Nicola Defina, sono nato ad Amantea 46 anni fa e da sempre qui residente.  Sono artigiano vetraio e poi commerciante.  Mi interesso di politica quel tanto che basta per capire che purtroppo in questo ambiente è tutto marcio e che i nostri precedenti amministratori hanno fatto di tutto per allontanare la gente onesta dalla politica al fine di poter esercitare i loro comodi senza essere ostacolati da nessuno. Trattasi di “sistema politico” a tutti gli effetti che solo un progetto politico targato M5s può scardinare sia in ambito nazionale che in quello comunale. Negli ultimi tre anni come forza di opposizione nella passata amministrazione abbiamo dato il massimo, lo dimostrano i fatti e la grande stima ed incoraggiamento a “non mollare mai” che il gruppo M5s Amantea “capitanato” dalla nostra portavoce Francesca Menichino riceve quotidianamente dai propri concittadini.  Non c’è più tempo: questa volta Amantea dovrà decidere da che parte stare e dimostrare che la il rispetto delle regole non fa paura.

Dateci una mano, abbiamo bisogno di voi!

foto-daniela Sono Daniela Calvi nata a Napoli. Vivo e lavoro ad Amantea da 20 anni.
Svolgo la professione di fisioterapista presso l’Azienda Sanitaria locale di Amantea sin dal 2001.
Da un po’ di anni cerco di capire come la politica si esprime nel nostro bel Paese, e dal 2013 seguo con interesse i principi fondanti del Movimento 5 stelle;  il Movimento parla di politica, quella vera, al servizio dei cittadini tutti e non fatta, come sempre, di abusi, corruzione e pressapochismo .
Ho deciso di  iscrivermi al Movimento 5 stelle e anche di candidarmi qui ad Amantea perché è ora di attivarsi in prima persona  per dare un monito e anche per motivare tanti altri a farlo, perché è giunto il momento di non stare più a guardare!
Si può  cambiare.
Lavoriamo insieme per il nostro futuro!

Sono Massimo Scudiero.

Quello che voglio comunicare ai miei potenziali elettori è racchiuso in due parole: YA BASTA.

Non potranno accampare scuse!

 

 

 

 

 

 

Mi chiamo Vanessa Groe, ho 22 anni e sin da bambina ho mostrato un particolare interesse per il canto ed il disegno che col passare del tempo vorrei approfondire e migliorare. Per adesso, mi diletto a cantare alle serate organizzate con karaoke e fare lavori di grafica quando me lo chiedono. Il M5s è per me prendere coscienza della politica del mio paese, conoscere ancor di più Amantea, ma soprattutto far capire e capire come siamo e come ci sentiamo noi ventenni.   Credo fermamente nel futuro e nella sana politica e metterò a disposizione tutte le mie forze per far sì che questo si realizzi.

gino-fascetti Mi chiamo Gino Fascetti, ho 46 anni e dopo la maturità scientifica ad Amantea mi sono laureato in scienze motorie nel 1994 a Catanzaro con il massimo dei voti. Successivamente ho frequentato il corso di laurea in Ingegneria Informatica a Cosenza con eccellenti risultati, poi nel 1996 ho vinto il concorso per Ufficiale di Complemento dell’Esercito, nel 1997 il concorso in rafferma biennale e nel 1999 il concorso di Ufficiale in servizio permanente. Attualmente sono un Ufficiale Superiore, mi occupo di Logistica e grazie al mio lavoro ho avuto modo di conoscere molte realtà come Roma, Messina, Aosta, Torino, Bari, Lamezia Terme e Napoli. Ho praticamente visitato quasi tutta l’Italia isole comprese e ho lavorato anche all’estero in contesti internazionali e più precisamente in Kosovo, Grecia, Macedonia, Libano e Norvegia. Sono sempre stato residente ad Amantea tranne un breve periodo. Ho vissuto un’esperienza elettorale lo scorso anno a San Pietro ma ne sono rimasto deluso e mi sono reso conto che il MoVimento 5 Stelle è l’unico soggetto politico di cui i cittadini possano fidarsi. Così insieme ad un gruppo di persone capaci ed oneste, che non ambiscono ad interessi personali, in virtù delle esperienze fatte e delle conoscenze acquisite, vorrei dare il mio contributo per migliorare la situazione del comune dove mi piacerebbe vivere in un contesto in cui le istituzioni funzionano e sono al servizio di tutti i cittadini.
Diamo un futuro ai nostri figli e per tutti sarà bellissimo farne parte!

Sono Giuseppe Munno
Funzionario Agenzia delle Entrate
Nato il 21/05/1961 (diversamente giovane)
Inizio a lavorare nel 1981 a 18 anni come macchinista nelle Ferrovie dello Stato nel compartimento di Genova.
Trasferito al ministero delle Finenze nel 1991 presso l’Ufficio del Registro di Amantea
Impegnato nel sociale da anni, volontario Protezione Civile, sempre disponibile ad aiutare il prossimo.
Sposato da 24 anni tre figli meravigliosi.
Ho impostato la mia vita sull’onestà e sulla trasparenza valori che trasferisco quotidianamente ai miei figli.

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Sono Camilla Ward Thompson De Martino, nata a Londra e cresciuta in Scozia e Cornovaglia fino a 12 anni, quando la famiglia si è trasferita  a Londra. Ho studiato in un collegio specializzato nelle arti: musica, danza e arti figurative. Dopo aver frequentato scuole di arte a Londra e Firenze, ho lavorato a Londra come assistente nel dipartimento artistico di una agenzia di pubblicità. Mi sono sposata  e ho avuto due figli e quindi mi sono dedicata nuovamente all’arte studiando scultura figurativa a Londra. Dal 1988 ho vissuto tra l’ Italia e l’estero (Russia, Francia, Iraq, Australia)  con il mio secondo marito. Nel 1995 abbiamo preso casa ad Amantea.
Ho deciso di dare il mio appoggio a Francesca Menichino e alla sua splendida squadra e di presentare la mia candidatura  per contribuire a valorizzare sempre più la nostra città. Ho un particolare interesse per il centro storico che è un gioiello da salvaguardare e che rappresenta una importante risorsa purtroppo finora negletta.
Credo ci sia il potenziale – grazie anche ai molti artisti che Amantea vanta – per sviluppare qui un centro di creatività artistica di respiro internazionale, con un indotto in tutti i settori e positivi ritorni economici per la nostra comunità.

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Mi chiamo Carlo Russo, ho 25 anni e abito ad Amantea con la mia famiglia. Dopo aver trascorso gli anni della scuola superiore fra i banchi di un istituto professionale Odontotecnico, ho deciso di intraprendere una formazione universitaria in ambito biologico.  Immediatamente dopo aver raggiunto il primo traguardo della laurea triennale, ho deciso di continuare gli studi in Biologia Forense, maturando una forte passione per la Criminalistica. Crescendo e frequentando luoghi e amici del mio paese ho capito tante cose della realtà che mi circonda e da subito mi sono avvicinato ad alcuni principi di rispetto, di onestà e di cittadinanza attiva del Movimento 5 stelle e mi ci sono riconosciuto. Se penso a qualcosa per migliorare la mia cittadina penso soprattutto ai giovani che dovrebbero esprimersi al meglio ed avere la possibilità di farlo proprio qui. Tra i miei interessi non vi è solo l’ambito accademico, ma anche quello artistico. Ed è in questo ambito che vorrei che noi giovani trovassimo uno spiraglio di azioni positive per poterci esprimere con entusiasmo e voglia di fare e per rappresentare la nostra Amantea.

luigi-venerioMi chiamo Luigi Venerio, sono di Amantea, ho quasi 60 anni e sono un operaio della Sirti. Sono sposato con tre figli ed ho due splendidi  nipotini. Ho deciso di diventare un cittadino attivo proprio perché bisogna pensare al futuro delle nuove generazioni, ed oggi mi trovo candidato della lista M5s. Vorrei impegnarmi attivamente nella manutenzione della nostra città perché non condivido il modo in cui è stata gestita finora. Credo fermamente nel Movimento e se ho deciso di provare questa avventura è perché desidero un Paese migliore per il bene nostro e quello dei nostri figli. Voglio condividere con tutti i cittadini la speranza di provare a cambiare Amantea.

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Conferenza Stampa M5S. 20 maggio ore 18:00 piazza Calavecchia

Assestiamo la città” è il titolo della conferenza stampa con cui la candidata sindaco di Amantea (Cs) del Movimento 5 stelle, Francesca Menichino, presenta la lista, gli obiettivi e le prospettive di governo.

L’appuntamento con i giornalisti si terrà sabato 20 maggio, alle ore 18:00 nella centrale piazza Calavecchia.

Menichino annuncia di indicare da subito il nome del futuro assessore al Bilancio e poi l’intera giunta prima del termine della campagna elettorale, «come atto dovuto alla comunità e come prova di una futura gestione credibile, affidabile e nemica degli “accorduni” degli altri candidati». «Il dissesto – aggiunge Menichino – di 48milioni, che probabilmente saranno di più, si deve a responsabilità politiche di Franco La Rupa, Tommaso Signorelli, Monica Sabatino e tutti i soliti nomi ancora presenti nelle liste, appartenenti a un unico sistema politico e ora intenzionati, direttamente o per vie traverse, a restare a galla per completare l’opera di affossamento del municipio. Costoro ci hanno consegnato un’eredità pesantissima, un avvenire difficile e faticoso». «Per questo – conclude Menichino – è fondamentale tagliare ogni ponte con politici e personaggi che hanno dissanguato Amantea.

Dobbiamo fermare l’emigrazione, soprattutto dei più giovani. Per colpa dei vecchi noti ci attendono tempi durissimi, che potremo affrontare con una sana compartecipazione dei cittadini al governo, ma soltanto garantendo indipendenza e trasparenza».

 

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19 MARZO M5S IN PIAZZA AD AMANTEA BANCHETTO A TEMA: LA RACCOLTA DIFFERENZIATA E LE BOLLETTE, PERCHE’ SONO AUMENTATE E NON DIMINUITE?

In questi giorni in Comune si sta lavorando oltre che al bilancio da approvare entro il 31 marzo, anche alla manovra tributaria che ogni anno fissa i costi dei tributi dei cittadini, cioè quanto pagheremo nelle nostre bollette.

Domenica 19 marzo saremo in piazza con i nostri banchetti per parlarne con i cittadini.
Saremo di mattina a Campora dalle 10 alle 12, in Piazza San Francesco e di pomeriggio ad Amantea in Piazza Commercio, dalle 18 alle 20.
In realtà avevamo chiesto Piazza Amanteani nel Mondo, ma ahimè incontriamo le stesse resistenze poste dall’amministrazione Sabatino, e senza che vi sia un motivo visto che quella piazza ha ospitato diverse iniziative politiche, anche l’estate scorsa. Ma appartenevano al PD e non al M5s. Capiamo, anche se dispiace che un commissario ponga in essere tali scelte parziali.

Andiamo avanti, l’importante èessere in mezzo alla gente e affrontare le tematiche come quella del servizio di raccolta dei rifiuti di cui ci occuperemo in questi giorni.

E vedremo come la raccolta differenziata che i cittadini svolgono su tutto il territorio comunale ormai quasi da due anni non ha prodotto alcun risparmio per i cittadini, perché l’amministrazione Sabatino ha permesso che i materiali riciclati venissero venduti dalla società che gestisce il servizio e non a vantaggio del Comune. Inutili sono state le proposte rivolte all’allora assessore Rubino di modificare questa clausola contrattuale e realizzare un guadagno per il Comune e un risparmio nelle bollette.
Così con la differenziata, a partire dal 2014, i costi per i cittadini invece che diminuire sono aumentati.
Di questi costi chiederemo conto nei prossimi giorni alla Commissaria perché visti i risultati raggiunti che arrivano al 65% , per come è stato pubblicamente dichiarato, dovranno necessariamente diminuire del 65% sulla quota degli sversamenti in discarica.
Chiederemo poi di applicare le detrazioni previste dal regolamento per gli abitanti delle periferie dove il servizio non viene svolto in modo regolare, avviando una raccolta firme tra i cittadini interessati. Sul tema aveva già lavorato la commissaria Greco, e riteniamo continui la dott.ssa Colosimo, in quanto si tratta di applicare il regolamento che non è stato mai correttamente applicato sinora!
Chiederemo infine alla Commissaria che si accinge a determinare il costo del servizio di fare chiarezza : come si arriva infatti al costo deliberato negli anni scorsi di 2 milioni e 600 mila euro, visto che tra spese di contratto e spese di sversamenti in discarica dovremmo arrivare a meno di 2 milioni di euro?
I cittadini devono pagare i tributi e non v’è dubbio!
Ma devono pagare il giusto per un servizio efficiente, e devono sapere cosa pagano.
Vi aspettiamo in piazza per confrontarci , raccogliere le firme e ascoltare le vostre proposte.

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SOSTITUZIONE DEL COMMISSARIO: ALTRO PRIMATO AD AMANTEA

Vi informiamo.

Come sempre abbiamo fatto in questi due anni e mezzo in cui i cittadini amanteani hanno voluto il M5s nel Consiglio Comunale.

Lo abbiamo fatto sin dall’inizio, sin dal maggio del 2014, e lo facciamo fino alla fine, e la fine in questo caso è la cessazione anticipata del Consiglio.

In data 16 febbraio il messo comunale ci ha notificato il Decreto del Presidente della Repubblica relativo allo scioglimento del Consiglio Comunale e alla nomina del Commissario Straordinario.

Dopo le dimissioni congiunte del 13 gennaio aveva infatti provveduto il prefetto di Cosenza a decretare la sospensione del Consiglio ma solo il Presidente della Repubblica avrebbe potuto decretarne il definitivo scioglimento.

E il decreto del Presidente della Repubblica è intervenuto l’8 febbraio, evidentemente all’insaputa della Prefettura visto che proprio in quella data la dottoressa Greco, commissaria nominata dal prefetto, nell’incontro organizzato con i commercianti dichiarava che sarebbe rimasta tre mesi e mezzo (verosimilmente sino alla data delle elezioni), e programmava interventi e iniziative per gli eventi a breve e media scadenza.

E c’è di più: la relazione del Ministro è addirittura precedente perché risale al 3 febbraio, e nella relazione , che pubblichiamo, non si fa alcun accenno alla presenza di tre commissari prefettizi, né alla loro sostituzione né alle motivazioni di tale sostituzione.

Ciò che sembra chiaro è la mancata condivisione della scelta tra il Ministero e la Prefettura, visto che la notizia ad Amantea è arrivata solo il 14 febbraio ed ha interrotto un lavoro già iniziato che si presumeva andasse avanti fino alle elezioni e che è apparso a tutti serio e produttivo. Non accade usualmente o forse non è mai accaduto che i commissari prefettizi venissero sostituiti in sede di intervento del Presidente della Repubblica o del Ministro dell’Interno, ma nel nostro caso è inevitabile notare che il Ministro è calabrese e forse conosce direttamente le vicende locali.

Auspichiamo dunque che conosca le gravi situazioni intervenute nel Comune di Amantea e che la nuova commissaria possa fare luce su quanto accaduto in Comune e adoperarsi al meglio perché la presenza dello Stato risani per tutto ciò che è possibile i “guasti” creati dalla politica, primi fra tutti quelli finanziari. La nuova commissaria fa parte, per come apprendiamo dalla stampa, della medesima politica che ha prodotto questi “guasti” che è quella del Pd cui apparteneva la giunta uscente, per il quale ha ricoperto incarichi importanti, oltre al ruolo di sindaco per il centrosinistra. Questo per noi non deve porre alcuna pregiudiziale in quanto la dottoressa Colosimo è innanzitutto da viceprefetto un’autorevole rappresentante dello Stato e della Legge e come tale le chiederemo di agire nel nostro comune di Amantea.

Certo è innegabile sottolineare che Amantea sembra proprio confermarsi come il paese dei primati: l’unico Comune in Italia in cui non si trova un ragioniere e quello in pensione è costretto a rimanere in comune come “volontario” per oltre due anni, lo stesso ragioniere che per caso è anche il padre del sindaco e che è stato appena rinviato a giudizio per voto di scambio, l’unico Comune in Italia dove al concorso per la Ragioneria vengono tutti bocciati compreso il ragioniere cui poi viene dato un incarico di consulenza per 7 mesi e che poi vince il successivo concorso, entrato in servizio solo dopo la caduta della giunta, l’unico Comune in cui in un concorso di stabilizzazione vengono bocciati tutti i vigili precari tranne una, che è per coincidenza la moglie del vicecomandante dei vigili.

Potremmo elencare altri primati, come refusi sulla Tasi e gli orrori sulla Tari ed i buchi di bilancio, ma ci fermiamo qui.

Oggi si aggiunge un altro primato: il commissario prefettizio e i due subcommissari imprevedibilmente sostituiti senza che si conosca il perché.

Non c’è pace ad Amantea..ma forse un cambiamento è vicino, e lo vedremo al prossimo turno elettorale.

 

Relazione ministro e decreto scioglimento

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