Un altro disastro sulla TaRi: nulle tutte le bollette 2015. Vergognatevi e andatevene a casa!

Quello che è successo ha dell’incredibile e lo devono sapere tutti i cittadini di Amantea:
LE BOLLETTE TARI 2015 SONO NULLE E L’AMMINISTRAZIONE LO SAPEVA E NONOSTANTE CI0’ HA CHIESTO AI CITTADINI DI PAGARE, IMPUTANDO ANCHE I COSTI DELLA RACCOMANDATA E SPENDENDO SOLDI E LAVORO PER L’ ELABORAZIONE DEL RUOLO. E’ ASSURDO OLTRE CHE ILLEGALE: NELLA SOSTANZA UN TENTATIVO DI FRODE AI CITTADINI ED UNA MANCANZA ASSOLUTA DI TRASPARENZA E LEGALITA’.
Vi spieghiamo che cosa è accaduto:
il 12 agosto 2015 l’amministrazione porta in Consiglio il Bilancio di previsione e le tariffe tra cui la Tari; sono come sempre in ritardo, come abbiamo lamentato allora e anche adesso, nell’ultimo Consiglio Comunale dove sono arrivate proposte di delibera senza data e firma, senza il rispetto dei termini per il deposito degli atti e anche adesso come allora con diffida della Prefettura: il termine per il 2016 era il 30 aprile, l’anno scorso era il 30 luglio;
il Ministero dell’Economia e delle Finanze impugna la delibera Tari che è la numero 37 con ricorso n.1839 che propone tempestivamente e che viene notificato regolarmente al Comune di Amantea, si apre il procedimento di fronte al Tar Calabria, siamo nel 2015;
come se nulla fosse l’amministrazione Sabatino non dice nulla e, forse sperando che la cosa non venisse fuori, elabora il ruolo sulla base di quella delibera che sa essere nulla e nel 2016 manda le bollette ai cittadini addirittura con raccomandata, il che sarebbe anche opportuno secondo la nostra posizione comunicata in commissione ma se le bollette fossero regolari e valide;
il 17 giugno 2016 (venerdì 17) il Tar annulla la delibera numero 37 rendendo nulle tutte le bollette che ne sono derivate.
In sostanza i soldi che abbiamo pagato al Comune per la spazzatura non dovevamo pagarli o, meglio, non dovevamo pagarli in base a quella delibera ma in base alla delibera delle Tari 2014.
E qui viene l’altro terribile problema: come ricorderete “l’orrore TARI” si era già consumato nel 2014, quando ci eravamo accorti degli errori e avevamo chiesto la sospensione del ruolo poi effettivamente intervenuta il 16 aprile 2015.
Ora se la delibera del 2015 è stata annullata perché fuori termine come può essere valida la correzione della tariffa del 2014 fatta nel 2015? Come può la delibera del 14 maggio 2015 avere efficacia retroattiva e con un anno di ritardo fissare la tariffa dell’anno precedente?
Ed allora l’unica delibera valida sia per il 2014 che per il 2015 è quella del 30 settembre 2014, la numero 36 che è l’unica che trovate con riferimento all’anno 2014 sul sito del MEF, come potete verificare a questo indirizzo http://www1.finanze.gov.it/finanze2/dipartimentopolitichefiscali/fiscalitalocale/IUC_newDF/sceltaanno.htm?lista=1&r=1&pagina=calabria.htm&cm=&pr=CS&anno=&cc=A253

In tutta questa confusione l’unica certezza è che ci troviamo di fronte ad un’amministrazione assolutamente incapace, ma anche scorretta che invece di comunicare ciò che stava accadendo e di valutare gli opportuni rimedi ha preferito tacere e inviare bollette nulle.
E’ uno scandalo: l’assessore al bilancio si dimetta subito chiedendo scusa ai cittadini.
Ma provveda prima a
PUBBLICARE L’INFORMAZIONE SUL SITO DEL COMUNE
RESTITUIRE I SOLDI AI CITTADINI CHE HANNO GIA’ PAGATO

Mentre ci domandiamo se di questo scempio i consiglieri di maggioranza erano tutti informati (?), o la cosa, e sarebbe ancora peggio per gli stessi consiglieri, è stata gestita in “camera caritatis” con la collaborazione di ragionieri pensionati che continuano a gestire il Comune “da volontari civici”.
Chiunque abbia deciso questa comportamento amministrativo è uno scellerato irresponsabile che agisce con l’arroganza di potere fare tutto ciò che gli pare. Ma non è così!
Domani rivolgeremo richieste formali tanto al Responsabile del Sevizio Tributi Socievole, quanto al Ministero e vi informeremo in modo che i cittadini di Amantea possano avere un po’ di chiarezza in questo guazzabuglio infinito che è diventato il nostro povero (o meglio impoverito) Comune.

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DEGRADO INACCETTABILE NELLA ZONA P.I.P.

Alcuni cittadini di Campora ci hanno segnalato una discarica a cielo aperto nei pressi di una discesa a mare tra il ponte della ferrovia e quello della statale 18, alle spalle della zona P.I.P., che abbiamo documentato con video e foto. Poi qualche cumulo di rifiuti abbandonati qua e là.

Ma soprattutto ci hanno segnalato una discarica vera e propria nell’area P.I.P.

Ancora più impressionante perché in qualche modo “legalizzata”, in quanto si trova in un’area pubblica che è il capannone comunale dove ogni giorno vanno a prendere servizio gli operai della Lamezia Multiservizi e dove però, senza controlli, senza sorveglianza si sono creati enormi accumuli di rifiuti sparsi nella superficie dell’area. Si tratta del capannone dato in gestione alla Lamezia Multiservizi per l’organizzazione della raccolta.

Ma com’è possibile che vi sia un tale degrado? E i vigili non si accorgono di nulla? E l’assessore all’ambiente consente una situazione del genere?

E tutto questo mentre il 6 giugno scorso è l’amministrazione comunale ad emanare un’ordinanza con la quale dispone sanzioni ai cittadini che non rispettano la regolamentazione della differenziata. Che è giusto ovviamente, ma i primi a rispettare regole e a tutelare l’ambiente deve essere l’amministrazione, l’ente pubblico e chi per suo conto lavora.

E in questo caso non si può nemmeno dire che i cittadini siano stati fermi e passivi: è dal 2012 che 15 aziende dell’area P.I.P. hanno scritto al Comune, all’Ufficio Igiene, ed anche ai Carabinieri, e ai Nas di Cosenza senza che però nulla sia cambiato.

Non è tollerabile che la situazione vada avanti così, e lo è ancor meno adesso che è iniziata l’estate, periodo nel quale di solito la situazione peggiora e diventa ancora più pericolosa per la salute.

Domani protocolleremo in Comune un’interpellanza su questa situazione e sulla gestione dell’isola ecologica, poiché sappiamo che anche lì la gestione è inadeguata e ha generato lamentele da cittadini della zona. E chiederemo anche un incontro con l’assessore competente, il responsabile dell’azienda e le forze dell’ordine. Quello che a noi interessa e che pretendiamo è che la gestione sia ordinata, rispettosa dell’ambiente, delle norme e dei cittadini che pagano 2 milioni e 700 mila euro per il servizio della raccolta dei rifiuti di cui Euro 1.399.920, 05 più IVA alla Lamezia Multiservizi.

E vogliamo anche capire come mai non si riesca ad evitare che ci sia un continuo abbandono di rifiuti per le strade della città, a volte anche in zone centrali e all’ingresso di Amantea.

La nostra proposta è quella di chiedere immediatamente all’azienda di rimuovere i rifiuti e bonificare la zona entro un breve termine, e in mancanza chiediamo al Comune di applicare le penali previste dal contratto con la stessa azienda all’articolo 8.

Proponiamo anche di fare in modo che in quel sito a Campora, come nell’isola ecologica di Amantea, ci sia la possibilità per i cittadini di andare a depositare i rifiuti in cassoni differenziati , anche per sopperire al cattivo funzionamento della raccolta soprattutto nelle zone più periferiche.

Secondo modalità rispettose dell’igiene e della salute dei cittadini e delle norme.

Restituiamo decoro e dignità a quell’area produttiva e a chi ci lavora.

Ordinanza

Denuncia

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Comunicato stampa- Amantea (Cs): Guardia di Finanza, Nesci (M5S) sollecita Alfano, “attivarsi per mantenere la tenenza”

Nell’aula della Camera la deputata M5s Dalila Nesci ha sollecitato risposta alla recente interrogazione contro la chiusura della tenenza della Guardia di Finanza ad Amantea (Cosenza), su cui il Movimento 5 stelle è già intervenuto con il proprio consigliere comunale, Francesca Menichino, che ha chiesto l’assegnazione ai finanzieri di un bene confiscato. «La ‘ndrangheta – ha detto la deputata M5s a Montecitorio – va contrastata in modo efficace e sinergico, anche perché sa colonizzare i palazzi del potere politico. Ho chiesto al ministro dell’Interno urgenti iniziative per evitare ad Amantea la chiusura della tenenza della Guardia di Finanza, dovuta a una cieca spending review, con un risparmio di 20 mila euro all’anno, di fatto ridicolo. Ad Amantea ci sono immobili confiscati alla ‘ndrangheta, in cui, come già osservato, si potrebbe sistemare la Guardia di Finanza; indispensabile, stando al metodo investigativo del grande Giovanni Falcone». «Il ministro dell’Interno – ha concluso Nesci – voglia fornire la relativa documentazione dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Si attivi, di concerto con il Comune di Amantea, come suggerito dalla consigliera Menichino, per la pronta assegnazione di un immobile alle fiamme gialle».

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PROCEDURA DI STABILIZZAZIONE DEI VIGILI PRECARI. IL M5S DENUNCIA ERRORI, CORREZIONE NEI VOTI E RESPONSABILITA’ CONTABILI

 

Dovranno rispondere al M5s il sindaco e il consigliere delegato al personale Adelmo Mannarino specificamente chiamati in causa attraverso una interpellanza protocollata oggi in Comune”.

Manca trasparenza e regolarità negli atti della procedura di stabilizzazione dei 7 vigili precari conclusasi alla fine del 2015 con la bocciatura di 6 vigili su 7.

La storia è nota a tutti: un’attesa di due anni e un ricorso al TAR per una procedura giudicata legittima,dal TAR Calabria e ancor prima attraverso un parere della Funzione pubblica. Cosa si nascondeva dietro tutta questa resistenza all’espletamento del concorso non è mai stato detto con chiarezza dalla giunta Sabatino, che nonostante gli inviti alla trasparenza si è sempre trincerata dietro un silenzio imbarazzante. Molto chiare sono state invece le parole di una delle vigilesse che in incontro pubblico organizzato dal M5s disse “Abbiamo creduto alle facili promesse elettorali”. Ed in effetti il concorso che venne bandito a marzo 2014 non venne espletato come era opportuno prima delle elezioni, ed è facile dopo tali parole immaginarne il motivo.

Ciò che non è noto a tutti sono le irregolarità di forma e di sostanza che abbiamo riscontrato negli atti del concorso e che oggi rileviamo perché chi è responsabile della procedura ne risponda: griglie di valutazione errate, voti modificati, valutazioni non attinenti alle griglie. E tutto questo senza entrare nel merito degli esami svoltisi e delle valutazioni che, espresse in trentesimi, hanno il sapore della misura punitiva (2,5/trentesimi; 3/trentesimi; 4,5/trentesimi ecc..). Spesso con riferimento alle procedure concorsuali abbiamo la sensazione che, nel bene e nel male, le amministrazioni pubbliche facciano il bello e il cattivo tempo, ritenendo di poterne stabilire a priori i risultati positivi o negativi. Perché il lavoro più che ogni altra “promessa” può essere strumento di potere e di consenso. Noi prima della procedura non siamo scesi in difesa di nessuno, perché non improntiamo l’azione politica a criteri clientelari ma all’osservanza delle regole e dei principi di trasparenza e di imparzialità. E al rispetto della legge richiamiamo la segretaria e il responsabile Aloe, anche con riguardo ai danni che da questa incomprensibile situazione sono derivati e possono ulteriormente derivare al Comune di Amantea, a partire dalla condanna che il TAR ha pronunciato a gennaio scorso, condannando il Comune di Amantea, nella persona del suo Sindaco in carica, alla rifusione in favore dei ricorrenti delle spese liquidate in euro 2000,00 oltre al rimborso del contributo unificato e delle spese generali nonché IVA e CPA”.

Chiediamo quindi che chi ha sbagliato ne subisca le conseguenze anche patrimoniali e chiediamo che si verifichi una procedura che se irregolare è bene che venga annullata in autotutela per evitare ulteriori danni e conseguenze sia per i concorrenti che per il Comune.

Ricordando alla giunta Sabatino che sta gestendo non casa propria ma la “cosa pubblica”.

Interpellanza

https://www.youtube.com/watch?v=aKQq-2nZ9Qo

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COMUNE DI AMANTEA: CIRCOLANO MEZZI NON ASSICURATI

Il mistero delle assicurazioni dei mezzi comunali è risolto: la punto bianca del Comune di Amantea non era assicurata. A coprire la relativa assicurazione si è provveduto nella giornata di ieri 3 giugno dopo le segnalazioni effettuate da diversi cittadini in un nostro post sui social. Ma da quanto tempo l’auto circolava senza copertura assicurativa e poi ci sono altri mezzi comunali che circolano sprovvisti di R.C. Auto? Queste sono le domande che doverosamente abbiamo posto all’amministrazione comunale di Amantea in una nostra interrogazione , rivolgendoci innanzitutto al sindaco che è il primo responsabile, essendo il rappresentante legale dell’ente.

Ma perché esporsi ed esporre il Comune a tali rischi gravissimi, e chi doveva provvedere e non ha provveduto? Chiediamo che tale situazione sia al più presto chiarita e vogliamo anche capire quali sono i criteri di organizzazione del servizio di economato che dovrebbe essere preposto al pagamento dei premi assicurativi, di concerto con il servizio finanziario.
Il problema sembra quello annoso del Comune di Amantea, la mancanza di liquidità, oltre alla mancanza di una programmazione che tenga conto delle priorità, per cui sarebbe necessario coprire le spese più importanti prima e in alternativa a quelle secondarie, e ci vengono alla mente i 150.000 euro di feste e festini dell’assessore al turismo. Oltre ai mille rivoli in cui si perdono i soldi pubblici.
E mentre aspettiamo chiarimenti non possiamo non rivolgere all’amministrazione un altro quesito: ma i mezzi comunali secondo quali criteri e quale regolamentazione vengono utilizzati dalla cooperative sociali che si occupano per il Comune della manutenzione? Come sono ripartiti i costi della manutenzione dei mezzi, i costi del carburante, i costi appunto assicurativi e le responsabilità legate all’utilizzo? Com’è possibile che sia tutto, come ci pare di capire, a carico del Comune? E le cooperative fanno impresa con i mezzi e i costi del Comune oltre ad incassare quasi 750.000 euro l’anno iva compresa, nel dettaglio 118.800 euro per la manutenzione elettrica,
214.500 euro per la manutenzione idrica,
198.000 euro per la manutenzione di verde e strutture comunali
203.500 euro per lo spazzamento.
Mal’ingegnere Pileggi che ha espletato le gare da poco aggiudicate secondo quale criteri scrive i bandi? E in quale modo cura gli interessi del Comune?
Aspettiamo risposta, mentre vi informiamo che cambia il nome dei vincitori dei bandi, ma i soggetti sono gli stessi oggi riunitisi in una ATI dal nome Global Service.
Così come Pileggi, nonostante non sia vincitore di alcun concorso, continua ad essere riconfermato in un ruolo che doveva ricoprire solo a tempo determinato. Ma questo tempo dura ormai da circa 8 anni e a gennaio è stato confermato dal Sindaco Sabatino, Monica Sabatino, fino a fine del proprio mandato (vedi decreto di nomina allegato). Altri misteri del Comune di Amantea.

 

Nomina Responsabile Settore Ing Pileggi Domenico

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Nesci e Menichino (M5S) intervengono sulla tenenza della Guardia di Finanza, interrogazione al governo

«È inaccettabile che in una terra a forte rischio ‘ndrangheta come Amantea (Cosenza) si sia deciso di chiudere la tenenza della Guardia di Finanza per meri calcoli ragionieristici e per un risparmio di soltanto 20 mila euro all’anno». È quanto dichiarano la deputata M5s Dalila Nesci e la consigliera comunale M5s Francesca Menichino, secondo le quali «lascia senza parole la decisione di togliere il presidio di legalità ad Amantea, città dove operano diverse organizzazioni criminali e dove, peraltro, tutti i diversi episodi criminali occorsi nell’ultimo periodo richiederebbero non una rinuncia ad un presidio di legalità, ma al contrario un innalzamento del livello di controllo e di sicurezza».

Nesci, che a riguardo ha presentato un’interrogazione parlamentare rivolta ai ministri dell’Interno e dell’Economia, ha chiesto al Governo «quali urgenti provvedimenti vogliano intraprendere per evitare la chiusura della tenenza della Guardia di Finanza in un territorio in cui è necessario garantire la presenza dello Stato». Una soluzione è stata prospettata dalla stessa Menichino che nei giorni scorsi ha inviato una lettera all’Agenzia dei Beni Confiscati, «per verificare se uno degli immobili confiscati alla criminalità organizzata possa ospitare la Tenenza della Guardia di Finanza».

Nesci e Menichino concludono: «Bisogna necessariamente trovare una soluzione per evitare la chiusura del presidio. La ‘ndrangheta non aspetta altro per brindare ai nuovi affari con i colletti bianchi e per inserirsi nelle attività, negli appalti e nelle aziende con l’obiettivo di ripulire il denaro proveniente da attività illecite. Se vogliamo che sia lo Stato a vincere sull’antistato, bisogna trovare una soluzione comune. Dinanzi al pericolo ‘ndrangheta, non può esserci in uno Stato civile la priorità del calcolo ragionieristico».

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AMANTEA BRUCIA. NON CI FACCIAMO INTIDIMIRE. Invito del M5s alla partecipazione al Consiglio Comunale

La notizia ieri si diffonde veloce: un altro atto intimidatorio, si dice, questa volta ad un mezzo di lavoro.

Intorno alle 16 arriviamo sul posto, ed è davvero brutta la scena che vediamo in Via Neto, dove erano iniziati i lavori di allargamento appaltati dal Comune. L’allargamento di Via Neto- Via Po è uno dei 4 lavori previsti nell’ambito della devoluzione del mutuo destinato al lungomare. E’ il primo che viene appaltato. L’importo a base d’asta è 440.000 euro per il primo lotto funzionale, in tutto 750.000 euro.

Sul posto c’è qualcuno che è venuto a vedere, qualcuno che abita in zona, passanti.
Qualcuno racconta la puzza, il fumo e gli scoppi in piena notte, intorno alle 3 e mezzo.

Difficile pensare che sia casuale, come pure qualcuno ha ipotizzato.

E pensare che ci possiamo trovare di fronte all’ennesimo atto di violenza, di intimidazione, di minaccia all’ordine pubblico è destabilizzante per tutti.

Qualcuno passa e dice: “chissa è la ‘Mantia”, con un senso di rassegnazione…, dopo ordigni, auto incendiate, atti intimidatori che si susseguono con un ritmo che da inizio anno è diventato impressionante.

Il cantiere era stato appena consegnato alla ditta lametina Eurostrade s.r.l. che su 169 partecipanti si è aggiudicata l’appalto. E che poi, per quello che ci è dato sapere, ha subappaltato ad altra ditta lametina.
Solo 3 giorni di lavori, che oggi sono stati sospesi.
Questo succede ad Amantea, mentre proprio in questi giorni si discute della imminente chiusura della Tenenza delle Guardia di Finanza, prevista per il primo agosto. E dopo che il Sindaco, autorità di pubblica sicurezza, in risposta a nostra specifica domanda, ci aveva rassicurati circa la presenza delle forze dell’ordine sul nostro territorio.

E pare che le rassicurazioni fossero venute dal prefetto, a cui il sindaco ha detto di avere scritto per riceverne risposta scritta.

Ma allora il prefetto non sapeva dell’imminente chiusura della tenenza della Guardia di Finanza di cui si sa ufficiosamente da molto tempo?

Dopo questo ulteriore episodio è inevitabile la preoccupazione, ma occorre reagire e reagire con ancora più forza.

Istituzioni e cittadini insieme.

Al Consiglio Comunale ognuno faccia la propria parte, compresi i cittadini che devono sostituire la rassegnazione con la partecipazione e il coraggio di volere una società migliore.


Noi vi invitiamo a partecipare e vi aspettiamo mercoledì 18 maggio alle ore 16 in Consiglio comunale, dove daremo voce alle vostre preoccupazioni, e daremo il nostro apporto perché il Consiglio unito trovi il percorso che possa costruire legalità e sicurezza ad Amantea.

 

Via Neto Via Neto1

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CHIUSURA TENENZA GUARDIA DI FINANZA: M5s, LA SICUREZZA E’ UNA PRIORITA’ E OCCORRE ESSERE UNITI PER DIFENDERLA E GARANTIRLA

In apertura di Consiglio Comunale, il 30 aprile scorso, abbiamo chiesto al Sindaco di relazionarci sulla situazione dell’ordine pubblico. Ad Amantea negli ultimi mesi si sono susseguiti diversi atti di violenza criminale, tra esplosioni di ordigni, auto incendiate e atti intimidatori.

E il Sindaco, che è responsabile dell’ordine pubblico, non ha avvertito la necessità di parlare alla cittadinanza, di comunicare le azioni eventualmente intraprese. In Consiglio, pur facendo riferimento ad un non chiaro discorso su passerelle politiche, ci ha risposto e ci ha detto che aveva scritto al Prefetto ricevendone rassicurazioni sulla presenza e l’incremento delle forze dell’ordine nella nostra città.
Ma se è così perché non dirlo? Perché non comunicarlo ai cittadini che hanno giustamente bisogno di rassicurazioni, purchè siano vere e non di circostanza?
Non è dato sapere. Ma in questo momento ciò che ci preme è andare oltre le polemiche e fare fronte comune perché sia evitato ciò che evidentemente nemmeno il sindaco conosceva il giorno del Consiglio: proprio in quei giorni veniva formalizzata la decisione di chiudere la Tenenza della Guardia di Finanza ad Amantea, un’operazione di riduzione della spesa pubblica che – a quanto pare- in Calabria colpisce solo la nostra città di Amantea e comporterebbe un risparmio esiguo, relativo ai soli costi di gestione della Tenenza, mentre i militari verrebbero trasferiti ad altre sedi.
Ma perché questa scelta? Perché proprio e solo ad Amantea, dove operano diverse organizzazioni criminali e dove anche tutti i diversi episodi criminali occorsi richiederebbero non una rinuncia ad un presidio di legalità, ma al contrario un innalzamento del livello di controllo e di sicurezza.

Ecco perché abbiamo scritto al Sindaco e all’ Agenzia nazionale dei beni confiscati, sede di Reggio, per verificare se uno degli immobili confiscati possa ospitare la Tenenza della Guardia di Finanza.

Abbiamo poi scritto anche a tutti i componenti del Consiglio comunale, perché di fronte a situazioni come queste, che comportano la diminuzione dei servizi e dei livelli di sicurezza, non ci sono parti politiche e distanze, ma occorre essere uniti, fare fronte comune e individuare insieme ogni soluzione possibile per un risultato che è utile alla città e che occorre reclamare con forza nelle sedi opportune, in Calabria e a Roma, anche attraverso delegazioni ufficiali del Consiglio Comunale di Amantea.
E anche mettendo mano a risorse di bilancio.
Dimostrando che nei momenti difficili e importanti Amantea sa essere unita e forte.

Accesso atti Agenzia Beni Confiscati

 

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CONSIGLIO COMUNALE- Capitolo 1° I MUTUI E LA CASSA DEPOSITI E PRESTITI

Saranno circa 30 anni che il metodo è sempre lo stesso: debiti su debiti, e da ultimo debiti per finanziare altri debiti. E’ un metodo vecchio peggiorato da questa Amministrazione che pur si presentava come nuova. Chiaro segnale che dietro il nuovo che avanza c’è il vecchio sempre lì,nella stessa stanza. Eravamo a 20 milioni di euro di debiti con una rata di 2 milioni di euro quando si è proceduto a due operazioni scellerate:

  • La rinegoziazione di 136 mutui con un aumento di circa 3 milioni di euro di interessi;

  • La richiesta a fine 2015 di altri 3 milioni di euro circa di nuovi mutui.

Senza contare l’anticipazione di cassa di circa 12 milioni di euro da restituire in 29 anni e mezzo.

Per fortuna la Cassa Depositi e Prestiti ha detto no!

Poteva essere l’occasione di una riflessione, e magari un confronto con le componenti consiliari o con i cittadini. Ma la trasparenza, la democrazia e la buona amministrazione non appartengono a questa giunta. La contraddistingue solo l’arroganza con la quale senza nemmeno indicare l’impegno di spesa ha deciso con delibera di Giunta n. 26 del 23 febbraio ( pubblicata solo l’8 aprile) di dare incarico a due legali romani di interpellare il Presidente Mattarella contro la Cassa Depositi e Prestiti.

Quanto durerà questa ennesima vertenza legale?

Quanto costerà alle casse del Comune?

E quali garanzie rispetto ad un esito che appare molto improbabile?

Sarebbe stato molto più saggio tentare una trattativa tra uffici, da affidare al servizio finanziario dell’ente che paghiamo per lavorare, ed attendere nel caso di esiti negativi il prossimo anno ormai vicino. E invece un costoso ricorso che non ha precedenti e che potrebbe essere inammissibile, e che intanto è costato già 650 euro di contributo unificato, senza considerare le spese dell’incarico legale non indicate.

Noi abbiamo sentito Cassa Depositi e Prestiti che ritiene di aver agito nel giusto, abbiamo formalizzato un accesso agli atti e attendiamo di analizzare i documenti che ci forniranno per fare la nostra proposta.

Continuando a ripetere che all’indebitamento occorre sostituire una politica di ricerca di fondi comunitari, diretti e indiretti. Con umiltà occorreva prendere atto che questa proposta più volte formulata insieme a quella della revisione drastica della spesa è l’unica strada da seguire per un ente che ha spese enormi, debito elevatissimo e entrate che in gran parte non recupererà più.

Ci domandiamo se con i soldi propri ogni singolo amministratore farebbe le stesse scelte, e cioè indebitarsi per altri trent’anni, lasciando i debiti ai figli, per poi chiedere altri debiti, ed infine chiamare in causa la banca che non glieli ha concessi…

Nel ricorso abbiamo letto che il “diniego della Cassa ha natura discriminatoria”!

Manca solo che si dica che anche la Cassa Depositi e Prestiti coltiva la cultura dell’odio…..

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Buon primo maggio dal M5S

Questo video mette insieme due momenti diversi della storia del M5s Amantea: dalla campagna elettorale 2014 con l’invito a non credere alle promesse elettorali, al comizio di inizio 2016, dove una lavoratrice precaria illusa dalla politica esprime la sua coraggiosa denuncia gridando “VERGOGNA” a chi dovrebbe tutelare il lavoro ed invece ne fa un’arma di ricatto elettorale, tanto vergognoso quanto inaffidabile.
E svela una volta per tutte con grande verità il sistema di potere imperante, capace di preferire la salvaguardia di sè alla salvaguardia del lavoro e al rispetto dei diritti, delle persone e della legge.

Questo video è il nostro omaggio a chi il lavoro non ce l’ha per colpa di un sistema politico clientelare, corrotto ed incapace, che prolifera in Italia molto più che nel resto dell’ Europa, soprattutto quella Europa in cui la politica al di là della corruzione e della clientela ovunque possibile, punta però all’efficienza e alla meritocrazia.
Ed è una riflessione alla quale invitiamo noi stessi e tutti i cittadini, perché il momento del voto sia un atto di responsabilità in cui evitare di dar credito alle promesse e ai ricatti, e di accettare che il proprio voto diventi una merce di scambio.
Dobbiamo chiedere efficienza, capacità e onestà a chi ci amministra e solo in cambio di queste promesse, le uniche accettabili, dobbiamo impegnare un voto e chiedere il conto dopo che l’abbiamo dato.
Oggi i politici si occupano del lavoro con una lista di persone da sistemare, e non incentivando strategie occupazionali che garantiscano tutti, e che creino sviluppo e promozione occupazionale.
Né accettano il sistema “reddito di cittadinanza” che, presente in quasi tutta l’ Europa, libererebbe dalla schiavitù elettoralistica tanto cara ai partiti “padronali” e “feudali”.
Noi continueremo a promuoverlo e a promuovere diritti e libertà.

 
Buon primo maggio 2016 dal M5s Amantea.

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