Degrado inaccettabile: il M5s di Amantea chiede un incontro e offre collaborazione

La situazione ad Amantea e’ diventata insostenibile. Abbiamo scritto al sindaco, all’assessore all’ambiente, al comandante della polizia municipale e all’Ufficio Igiene dell’Asp. Chiediamo un incontro istituzionale, che coinvolga anche la Lamezia Multiservizi, per analizzare insieme le innumerevoli criticità ambientali e manutentive del nostro territorio.
La situazione del mare, dei rifiuti abbandonati, della presenza di animali (topi e blatte) sono oggetto di continue segnalazioni da parte dei cittadini e dei turisti.Non solo vogliamo parlarne alla ricerca di soluzioni, ma vogliamo anche offrire il nostro concreto contributo a partire dalla rimozione dei rifiuti. I siti segnalati sono innumerevoli, piccole discariche sparse in tutto il territorio comunale: all’ingresso della città, lungo la strada che porta a Lago e nel campetto della Fiumara, al centro storico e in diverse zone di Campora San Giovanni, nella strada parallela al lungomare e in tantissimi altri siti. Rivolgerci agli amministratori che ci devono autorizzare e con i quali occorre programmare gli interventi non basta.
Vogliamo coinvolgere i cittadini e le associazioni perché ci aiutino e si rendano attivi in una cura diretta della città. Il livello di degrado cui il nostro comune è arrivato è insostenibile, occorre reagire e lo vogliamo fare ripartendo da un impegno diretto e dalla partecipazione dei cittadini. Risalire la china è possibile non solo mettendo l’amministrazione  di fronte alle proprie gravissime responsabilità, ma facendo ognuno la propria parte

 

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Il M5S: «Autosospensione ridicola, si dimetta»

«È uno specchietto per le allodole l’autosospensione annunciata dal vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco D’Agostino, indagato per rapporti con la ‘ndrangheta nell’ambito dell’inchiesta Alchemia». Lo affermano i parlamentari e i consiglieri comunali della Calabria del Movimento 5 stelle, che aggiungono: «Ancora una volta nella maggioranza di centrosinistra si preoccupano delle apparenze, provando a salvare la faccia con iniziative che dimostrano, invece, una moralità di superficie e sempre a scoppio ritardato». «D’Agostino – proseguono i 5 stelle – è indagato per questioni molto gravi, per cui non può rimediare con un’azione così leggera, che non gli costa praticamente nulla». «Vogliamo ricordare – incalzano i rappresentanti M5s – che per l’ordinamento italiano D’Agostino è innocente sino a sentenza passata in giudicato. Tuttavia, egli è stato eletto nella lista di sostegno del governatore regionale, Mario Oliverio. Se le accuse della Procura fossero vere, il personaggio potrebbe anche essere un gancio politico della ‘ndrangheta. Rispetto a questa possibilità, ancora aperta alla luce delle ricostruzioni della Procura di Reggio Calabria, è veramente risibile l’autosospensione del politico dall’ufficio di presidenza del Consiglio regionale». «Proprio da Oliverio – concludono i 5 stelle – ci saremmo aspettati una presa di posizione politica molto netta e decisa. In questo caso è chiara a tutti l’opportunità che D’Agostino rassegni le dimissioni dal consigliere regionale della Calabria. Nel silenzio perpetuo di Oliverio, ormai muto e immobile come un pesce stoccafisso, siamo noi a invitare l’indagato D’Agostino alle dimissioni, doverose».

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Lettera del M5S al congresso regionale del PD

Segretario Magorno,

il Pd è bollito ai vertici. Sa di nulla il vostro plauso ai magistrati che hanno scoperchiato il sistema massonico e mafioso che sotterra la Calabria. Siete la faccia dell’incoerenza, l’emblema della vuotezza. Campate di apparenza e fesserie, proprie dei regimi. Siete la negazione quotidiana della politica.
Avete il vicepresidente del Consiglio regionale in brutti guai di ‘ndrangheta e la prima giunta già travolta da “Rimborsopoli”, col presidente Oliverio fuori ma zitto, sempre immobile.

Siete corresponsabili dello sfascio della sanità, delle finzioni sulla gestione dei commissari Scura e Urbani. Non pensate alle urgenze del lavoro ma ingannate disoccupati, precari e nuovi laureati. Siete lesti a inaugurare e celebrarvi, ma senza coscienza per come si vive, con ospedali cadenti, vuoti, privi di medici, infermieri, operatori e mezzi.
Non vi preoccupa la distanza della regione, fisica ed economica, dall’Europa. Avete abbandonato il porto di Gioia Tauro e l’intera Piana, voltando le spalle a piccole e medie imprese. Non parlate dello spopolamento crescente, della perdita di risorse umane, giovani e intellettuali. Tuttavia siglate gemellaggi con città estere; per darvi un tono, riempire pagine, tv e distrarre l’opinione pubblica.

Per un anno e passa avete recitato a soggetto sulla rete ospedaliera, permettendo ai commissari alla sanità di abusare dei loro poteri, di schiacciare il parlamento regionale, gabbare il governatore, imporre atti stolti e perfino clientelari. Avete assicurato battaglia e tutela della salute, mentendo ogni volta. Ma questo non vi ha toccato, scosso, convertito.
Avete nominato dirigenti in violazione di legge, coprendovi con argomentazioni terze e ridicole. Avete forzato e cambiato le regole, pur di tenere vostri famigli ai vertici della sanità.

Partendo dallo scandalo “Mercure”, avete chiuso gli occhi sulla salvaguardia ambientale, sui veleni sparsi lungo le coste o nell’interno, sull’affossamento voluto della scuola pubblica, sulla cancellazione dei diritti, sulla diffusione spaventosa dei tumori, sulla violenza contro il patrimonio culturale, il paesaggio e la bellezza dei luoghi.
Per affarismo o ignoranza, avete sepolto la storia della Calabria e i suoi tesori. Tra l’altro avete consentito che dentro l’abbazia medievale di San Giovanni in Fiore ci fosse una casa di riposo privata. Naturalmente il governatore Oliverio non ne sapeva nulla: non gliel’avranno riferito i più stretti collaboratori, troppo affannati tra pratiche forestali e riparazioni personali nelle officine della Provincia di Cosenza.

Soprattutto, siete rimasti muti sul problema più grosso: in Calabria tutto si muove per impulso e direzione di una massoneria satanica, che accorpa il proprio vivaio politico e l’ala militare della ‘ndrangheta, condizionando istituzioni e amministrazioni pubbliche. Non avete preso una posizione sui punti oscuri che permangono nel municipio di Reggio Calabria: l’isolamento subito dall’assessore Marcianò e i lavori pubblici a ditte segnalate dalla commissione dello scioglimento. Inoltre avete taciuto alla notizia che un vostro parlamentare scorrazzava in auto con un presunto prestanome del clan Muto. Come se fosse normale, in nome di un garantismo finto, pretestuoso e volgare.

In questi due giorni a Camigliatello Silano vi resta soltanto una scelta, reggitori del Pd: camminare a capo chino. A palazzo avete agito come i predecessori, nonostante il motto elettorale «discontinuità». La vergogna vi accompagnerà sempre, come la vostra ombra. Dunque non parlate di nulla, perché nulla avete fatto.

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Rispondere senza dare una risposta

E’ una “non risposta” il riscontro che ci forniscono il sindaco di Amantea e il responsabile dell’ufficio personale alla nostra interpellanza sul concorso per la stabilizzazione dei vigili.
C’erano stati il ritardo ingiustificato, l’intervento del TAR e la bocciatura di tutti i vigili precari, tranne una, la moglie dell’attuale vice del comandante Caruso. C’era stata poi una denuncia pubblica di una delle vigilesse in un nostro comizio verso la politica “affamata di potere” e autrice di “facili promesse elettorali”
Di lì un accesso agli atti e il riscontro di tanti, troppi errori: griglie modificate, valutazioni non presenti nelle griglie, voti corretti che in un caso, per l’unica vigilessa promossa, hanno modificato l’esito stesso del concorso, visto che con le correzioni la candidata Faceto è passata dalla bocciatura (20,5) alla promozione (21,5).
Il 6 giugno avevamo interpellato il sindaco, il consigliere Adelmo Mannarino delegato al personale, il funzionario Mario Aloe e la segretaria generale; qualche giorno fa ci è giunta via mail-pec la risposta.
E’ veramente imbarazzante leggere il testo di questa risposta, per diverse ragioni:
Al di là degli errori ortografici che balzano all’occhio (ne abbiamo contati dieci) ciò che più colpisce è che per dare risposta il responsabile del personale non ponga in essere osservazioni proprie, ma abbia dovuto chiedere “controdeduzioni” alla Presidente di Commissione dott.ssa Sicilia. Quasi volesse delegare a lei anche le proprie responsabilità.
Di fatto poi non vengono date risposte nel merito e non v’è alcuna chiarezza rispetto ai rilievi mossi, che, e questo è l’assurdo, la dott.ssa Sicilia dichiara esplicitamente di non aver compreso. Ed infatti in alcuni punti risponde in modo difforme dalla interrogazione posta.
Nulla poi si dice sul perché questa procedura che era un atto dovuto sia stata rinviata fino al punto che i concorrenti si son dovuti rivolgere al Tribunale amministrativo regionale che poi ha condannato il Comune al pagamento delle spese.
E nulla si dice sulla necessità di non far gravare queste spese sui cittadini, come richiesto dal M5s.
In sostanza una risposta incompleta e pilatesca che affidiamo ai giudizi dei cittadini.

E che arriva mentre una delle vigilesse bocciate, Francesca Perna, risulta prima su 261 concorrenti in una graduatoria per soli titoli presso il Comune di Scilla. Dovrebbe essere un vanto per il Comune di Amantea per il quale lei ha lavorato per circa 10 anni. Lo stesso Comune che l’ha mandata a casa.

E se non lo meritava ha mortificato lei e la comunità.
E’ ora di restituire meritocrazia, trasparenza, imparzialità e legalità alle istituzioni pubbliche, e alle procedure di assunzione del personale. In modo che non si possa nemmeno dubitare che la politica sia intervenuta né per favorire né per danneggiare coloro che concorrono per un posto di lavoro.

Risposta con errori

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TARI, TUTTA LA VERITA’ NASCOSTA DALL’AMMINISTRAZIONE SABATINO

Hanno mentito, forse pensando di non essere scoperti.

Ed invece eccoli lì tutti sbugiardati, sindaco, assessori, consiglieri e segretaria comunale: il Ministero dell’Economia e delle Finanze prima di ricorrere al TAR per l’annullamento della Delibera della TARI aveva inviato una comunicazione molto chiara rivolta al Comune di Amantea con la quale si “invitava il Comune a procedere all’annullamento in autotutela della delibera invalida.” Ma “l’invito non sortiva alcun effetto e pertanto al Ministero non restava che l’impugnazione dinanzi al TAR”.
La comunicazione era del 5 di ottobre e bastava ottemperare a quanto richiesto perché non accadesse tutto quello che è accaduto, il tragicomico in cui è precipitato il nostro Comune guidato in modo superficiale ed irresponsabile. Ma l’assessore al Bilancio, Sergio Tempo, che ha illustrato i vari passaggi durante la conferenza stampa del 23 giugno si era ben guardato dal raccontare la verità. E così aveva parlato del ricorso notificato alla fine di ottobre ma non della comunicazione con l’invito all’annullamento in autotutela della delibera di un mese prima.
Ma il M5s studiando la prassi amministrativa di altri comuni italiani e facendo un accesso agli atti ha scoperto la verità che era stata nascosta e adesso la rivela ai cittadini pubblicando gli atti trovati.
Se l’amministrazione Sabatino, ancora una volta voleva prenderci in giro non c’è riuscita.
Un’amministrazione che non ha nessun rispetto per i cittadini né per le regole, che non conosce la trasparenza né tantomeno i principi del buon governo della città.
Un’amministrazione alla quale chiediamo di:
-annullare il ruolo emesso sulla base di una delibera nulla;
-restituire ai cittadini i soldi trattenuti indebitamente;
– individuare le responsabilità dell’accaduto e imputarne i costi (circa 22.000euro) che non devono essere sostenuti in alcun modo dai cittadini di Amantea.
Se così facesse l’amministrazione potrebbe recuperare un po’ di credibilità, ma dubitiamo che lo faccia perché i soldi che ha incassato in modo illegittimo, che ammontano a circa un milione trecentomila euro pare siano stati già spesi, non si sa come.
Tutto questo scempio potrà terminare solo quando andrà a casa l’amministrazione Sabatino, che vergognosamente, e nell’inerzia assoluta della Prefettura di Cosenza, ancora non riesce a trovare un responsabile della Ragioneria, dopo avere bocciato tutti i concorrenti di un primo concorso, mentre siamo ancora in attesa del secondo concorso, e si avvale ancora di un pensionato che casualmente è anche il padre del Sindaco.
E tutto questo se non fosse vero sembrerebbe una barzelletta.
Ma purtroppo è la verità, la tragica verità di un Comune allo sbando.

Ricorso Tar

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Un altro disastro sulla TaRi: nulle tutte le bollette 2015. Vergognatevi e andatevene a casa!

Quello che è successo ha dell’incredibile e lo devono sapere tutti i cittadini di Amantea:
LE BOLLETTE TARI 2015 SONO NULLE E L’AMMINISTRAZIONE LO SAPEVA E NONOSTANTE CI0’ HA CHIESTO AI CITTADINI DI PAGARE, IMPUTANDO ANCHE I COSTI DELLA RACCOMANDATA E SPENDENDO SOLDI E LAVORO PER L’ ELABORAZIONE DEL RUOLO. E’ ASSURDO OLTRE CHE ILLEGALE: NELLA SOSTANZA UN TENTATIVO DI FRODE AI CITTADINI ED UNA MANCANZA ASSOLUTA DI TRASPARENZA E LEGALITA’.
Vi spieghiamo che cosa è accaduto:
il 12 agosto 2015 l’amministrazione porta in Consiglio il Bilancio di previsione e le tariffe tra cui la Tari; sono come sempre in ritardo, come abbiamo lamentato allora e anche adesso, nell’ultimo Consiglio Comunale dove sono arrivate proposte di delibera senza data e firma, senza il rispetto dei termini per il deposito degli atti e anche adesso come allora con diffida della Prefettura: il termine per il 2016 era il 30 aprile, l’anno scorso era il 30 luglio;
il Ministero dell’Economia e delle Finanze impugna la delibera Tari che è la numero 37 con ricorso n.1839 che propone tempestivamente e che viene notificato regolarmente al Comune di Amantea, si apre il procedimento di fronte al Tar Calabria, siamo nel 2015;
come se nulla fosse l’amministrazione Sabatino non dice nulla e, forse sperando che la cosa non venisse fuori, elabora il ruolo sulla base di quella delibera che sa essere nulla e nel 2016 manda le bollette ai cittadini addirittura con raccomandata, il che sarebbe anche opportuno secondo la nostra posizione comunicata in commissione ma se le bollette fossero regolari e valide;
il 17 giugno 2016 (venerdì 17) il Tar annulla la delibera numero 37 rendendo nulle tutte le bollette che ne sono derivate.
In sostanza i soldi che abbiamo pagato al Comune per la spazzatura non dovevamo pagarli o, meglio, non dovevamo pagarli in base a quella delibera ma in base alla delibera delle Tari 2014.
E qui viene l’altro terribile problema: come ricorderete “l’orrore TARI” si era già consumato nel 2014, quando ci eravamo accorti degli errori e avevamo chiesto la sospensione del ruolo poi effettivamente intervenuta il 16 aprile 2015.
Ora se la delibera del 2015 è stata annullata perché fuori termine come può essere valida la correzione della tariffa del 2014 fatta nel 2015? Come può la delibera del 14 maggio 2015 avere efficacia retroattiva e con un anno di ritardo fissare la tariffa dell’anno precedente?
Ed allora l’unica delibera valida sia per il 2014 che per il 2015 è quella del 30 settembre 2014, la numero 36 che è l’unica che trovate con riferimento all’anno 2014 sul sito del MEF, come potete verificare a questo indirizzo http://www1.finanze.gov.it/finanze2/dipartimentopolitichefiscali/fiscalitalocale/IUC_newDF/sceltaanno.htm?lista=1&r=1&pagina=calabria.htm&cm=&pr=CS&anno=&cc=A253

In tutta questa confusione l’unica certezza è che ci troviamo di fronte ad un’amministrazione assolutamente incapace, ma anche scorretta che invece di comunicare ciò che stava accadendo e di valutare gli opportuni rimedi ha preferito tacere e inviare bollette nulle.
E’ uno scandalo: l’assessore al bilancio si dimetta subito chiedendo scusa ai cittadini.
Ma provveda prima a
PUBBLICARE L’INFORMAZIONE SUL SITO DEL COMUNE
RESTITUIRE I SOLDI AI CITTADINI CHE HANNO GIA’ PAGATO

Mentre ci domandiamo se di questo scempio i consiglieri di maggioranza erano tutti informati (?), o la cosa, e sarebbe ancora peggio per gli stessi consiglieri, è stata gestita in “camera caritatis” con la collaborazione di ragionieri pensionati che continuano a gestire il Comune “da volontari civici”.
Chiunque abbia deciso questa comportamento amministrativo è uno scellerato irresponsabile che agisce con l’arroganza di potere fare tutto ciò che gli pare. Ma non è così!
Domani rivolgeremo richieste formali tanto al Responsabile del Sevizio Tributi Socievole, quanto al Ministero e vi informeremo in modo che i cittadini di Amantea possano avere un po’ di chiarezza in questo guazzabuglio infinito che è diventato il nostro povero (o meglio impoverito) Comune.

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DEGRADO INACCETTABILE NELLA ZONA P.I.P.

Alcuni cittadini di Campora ci hanno segnalato una discarica a cielo aperto nei pressi di una discesa a mare tra il ponte della ferrovia e quello della statale 18, alle spalle della zona P.I.P., che abbiamo documentato con video e foto. Poi qualche cumulo di rifiuti abbandonati qua e là.

Ma soprattutto ci hanno segnalato una discarica vera e propria nell’area P.I.P.

Ancora più impressionante perché in qualche modo “legalizzata”, in quanto si trova in un’area pubblica che è il capannone comunale dove ogni giorno vanno a prendere servizio gli operai della Lamezia Multiservizi e dove però, senza controlli, senza sorveglianza si sono creati enormi accumuli di rifiuti sparsi nella superficie dell’area. Si tratta del capannone dato in gestione alla Lamezia Multiservizi per l’organizzazione della raccolta.

Ma com’è possibile che vi sia un tale degrado? E i vigili non si accorgono di nulla? E l’assessore all’ambiente consente una situazione del genere?

E tutto questo mentre il 6 giugno scorso è l’amministrazione comunale ad emanare un’ordinanza con la quale dispone sanzioni ai cittadini che non rispettano la regolamentazione della differenziata. Che è giusto ovviamente, ma i primi a rispettare regole e a tutelare l’ambiente deve essere l’amministrazione, l’ente pubblico e chi per suo conto lavora.

E in questo caso non si può nemmeno dire che i cittadini siano stati fermi e passivi: è dal 2012 che 15 aziende dell’area P.I.P. hanno scritto al Comune, all’Ufficio Igiene, ed anche ai Carabinieri, e ai Nas di Cosenza senza che però nulla sia cambiato.

Non è tollerabile che la situazione vada avanti così, e lo è ancor meno adesso che è iniziata l’estate, periodo nel quale di solito la situazione peggiora e diventa ancora più pericolosa per la salute.

Domani protocolleremo in Comune un’interpellanza su questa situazione e sulla gestione dell’isola ecologica, poiché sappiamo che anche lì la gestione è inadeguata e ha generato lamentele da cittadini della zona. E chiederemo anche un incontro con l’assessore competente, il responsabile dell’azienda e le forze dell’ordine. Quello che a noi interessa e che pretendiamo è che la gestione sia ordinata, rispettosa dell’ambiente, delle norme e dei cittadini che pagano 2 milioni e 700 mila euro per il servizio della raccolta dei rifiuti di cui Euro 1.399.920, 05 più IVA alla Lamezia Multiservizi.

E vogliamo anche capire come mai non si riesca ad evitare che ci sia un continuo abbandono di rifiuti per le strade della città, a volte anche in zone centrali e all’ingresso di Amantea.

La nostra proposta è quella di chiedere immediatamente all’azienda di rimuovere i rifiuti e bonificare la zona entro un breve termine, e in mancanza chiediamo al Comune di applicare le penali previste dal contratto con la stessa azienda all’articolo 8.

Proponiamo anche di fare in modo che in quel sito a Campora, come nell’isola ecologica di Amantea, ci sia la possibilità per i cittadini di andare a depositare i rifiuti in cassoni differenziati , anche per sopperire al cattivo funzionamento della raccolta soprattutto nelle zone più periferiche.

Secondo modalità rispettose dell’igiene e della salute dei cittadini e delle norme.

Restituiamo decoro e dignità a quell’area produttiva e a chi ci lavora.

Ordinanza

Denuncia

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Comunicato stampa- Amantea (Cs): Guardia di Finanza, Nesci (M5S) sollecita Alfano, “attivarsi per mantenere la tenenza”

Nell’aula della Camera la deputata M5s Dalila Nesci ha sollecitato risposta alla recente interrogazione contro la chiusura della tenenza della Guardia di Finanza ad Amantea (Cosenza), su cui il Movimento 5 stelle è già intervenuto con il proprio consigliere comunale, Francesca Menichino, che ha chiesto l’assegnazione ai finanzieri di un bene confiscato. «La ‘ndrangheta – ha detto la deputata M5s a Montecitorio – va contrastata in modo efficace e sinergico, anche perché sa colonizzare i palazzi del potere politico. Ho chiesto al ministro dell’Interno urgenti iniziative per evitare ad Amantea la chiusura della tenenza della Guardia di Finanza, dovuta a una cieca spending review, con un risparmio di 20 mila euro all’anno, di fatto ridicolo. Ad Amantea ci sono immobili confiscati alla ‘ndrangheta, in cui, come già osservato, si potrebbe sistemare la Guardia di Finanza; indispensabile, stando al metodo investigativo del grande Giovanni Falcone». «Il ministro dell’Interno – ha concluso Nesci – voglia fornire la relativa documentazione dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Si attivi, di concerto con il Comune di Amantea, come suggerito dalla consigliera Menichino, per la pronta assegnazione di un immobile alle fiamme gialle».

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PROCEDURA DI STABILIZZAZIONE DEI VIGILI PRECARI. IL M5S DENUNCIA ERRORI, CORREZIONE NEI VOTI E RESPONSABILITA’ CONTABILI

 

Dovranno rispondere al M5s il sindaco e il consigliere delegato al personale Adelmo Mannarino specificamente chiamati in causa attraverso una interpellanza protocollata oggi in Comune”.

Manca trasparenza e regolarità negli atti della procedura di stabilizzazione dei 7 vigili precari conclusasi alla fine del 2015 con la bocciatura di 6 vigili su 7.

La storia è nota a tutti: un’attesa di due anni e un ricorso al TAR per una procedura giudicata legittima,dal TAR Calabria e ancor prima attraverso un parere della Funzione pubblica. Cosa si nascondeva dietro tutta questa resistenza all’espletamento del concorso non è mai stato detto con chiarezza dalla giunta Sabatino, che nonostante gli inviti alla trasparenza si è sempre trincerata dietro un silenzio imbarazzante. Molto chiare sono state invece le parole di una delle vigilesse che in incontro pubblico organizzato dal M5s disse “Abbiamo creduto alle facili promesse elettorali”. Ed in effetti il concorso che venne bandito a marzo 2014 non venne espletato come era opportuno prima delle elezioni, ed è facile dopo tali parole immaginarne il motivo.

Ciò che non è noto a tutti sono le irregolarità di forma e di sostanza che abbiamo riscontrato negli atti del concorso e che oggi rileviamo perché chi è responsabile della procedura ne risponda: griglie di valutazione errate, voti modificati, valutazioni non attinenti alle griglie. E tutto questo senza entrare nel merito degli esami svoltisi e delle valutazioni che, espresse in trentesimi, hanno il sapore della misura punitiva (2,5/trentesimi; 3/trentesimi; 4,5/trentesimi ecc..). Spesso con riferimento alle procedure concorsuali abbiamo la sensazione che, nel bene e nel male, le amministrazioni pubbliche facciano il bello e il cattivo tempo, ritenendo di poterne stabilire a priori i risultati positivi o negativi. Perché il lavoro più che ogni altra “promessa” può essere strumento di potere e di consenso. Noi prima della procedura non siamo scesi in difesa di nessuno, perché non improntiamo l’azione politica a criteri clientelari ma all’osservanza delle regole e dei principi di trasparenza e di imparzialità. E al rispetto della legge richiamiamo la segretaria e il responsabile Aloe, anche con riguardo ai danni che da questa incomprensibile situazione sono derivati e possono ulteriormente derivare al Comune di Amantea, a partire dalla condanna che il TAR ha pronunciato a gennaio scorso, condannando il Comune di Amantea, nella persona del suo Sindaco in carica, alla rifusione in favore dei ricorrenti delle spese liquidate in euro 2000,00 oltre al rimborso del contributo unificato e delle spese generali nonché IVA e CPA”.

Chiediamo quindi che chi ha sbagliato ne subisca le conseguenze anche patrimoniali e chiediamo che si verifichi una procedura che se irregolare è bene che venga annullata in autotutela per evitare ulteriori danni e conseguenze sia per i concorrenti che per il Comune.

Ricordando alla giunta Sabatino che sta gestendo non casa propria ma la “cosa pubblica”.

Interpellanza

https://www.youtube.com/watch?v=aKQq-2nZ9Qo

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COMUNE DI AMANTEA: CIRCOLANO MEZZI NON ASSICURATI

Il mistero delle assicurazioni dei mezzi comunali è risolto: la punto bianca del Comune di Amantea non era assicurata. A coprire la relativa assicurazione si è provveduto nella giornata di ieri 3 giugno dopo le segnalazioni effettuate da diversi cittadini in un nostro post sui social. Ma da quanto tempo l’auto circolava senza copertura assicurativa e poi ci sono altri mezzi comunali che circolano sprovvisti di R.C. Auto? Queste sono le domande che doverosamente abbiamo posto all’amministrazione comunale di Amantea in una nostra interrogazione , rivolgendoci innanzitutto al sindaco che è il primo responsabile, essendo il rappresentante legale dell’ente.

Ma perché esporsi ed esporre il Comune a tali rischi gravissimi, e chi doveva provvedere e non ha provveduto? Chiediamo che tale situazione sia al più presto chiarita e vogliamo anche capire quali sono i criteri di organizzazione del servizio di economato che dovrebbe essere preposto al pagamento dei premi assicurativi, di concerto con il servizio finanziario.
Il problema sembra quello annoso del Comune di Amantea, la mancanza di liquidità, oltre alla mancanza di una programmazione che tenga conto delle priorità, per cui sarebbe necessario coprire le spese più importanti prima e in alternativa a quelle secondarie, e ci vengono alla mente i 150.000 euro di feste e festini dell’assessore al turismo. Oltre ai mille rivoli in cui si perdono i soldi pubblici.
E mentre aspettiamo chiarimenti non possiamo non rivolgere all’amministrazione un altro quesito: ma i mezzi comunali secondo quali criteri e quale regolamentazione vengono utilizzati dalla cooperative sociali che si occupano per il Comune della manutenzione? Come sono ripartiti i costi della manutenzione dei mezzi, i costi del carburante, i costi appunto assicurativi e le responsabilità legate all’utilizzo? Com’è possibile che sia tutto, come ci pare di capire, a carico del Comune? E le cooperative fanno impresa con i mezzi e i costi del Comune oltre ad incassare quasi 750.000 euro l’anno iva compresa, nel dettaglio 118.800 euro per la manutenzione elettrica,
214.500 euro per la manutenzione idrica,
198.000 euro per la manutenzione di verde e strutture comunali
203.500 euro per lo spazzamento.
Mal’ingegnere Pileggi che ha espletato le gare da poco aggiudicate secondo quale criteri scrive i bandi? E in quale modo cura gli interessi del Comune?
Aspettiamo risposta, mentre vi informiamo che cambia il nome dei vincitori dei bandi, ma i soggetti sono gli stessi oggi riunitisi in una ATI dal nome Global Service.
Così come Pileggi, nonostante non sia vincitore di alcun concorso, continua ad essere riconfermato in un ruolo che doveva ricoprire solo a tempo determinato. Ma questo tempo dura ormai da circa 8 anni e a gennaio è stato confermato dal Sindaco Sabatino, Monica Sabatino, fino a fine del proprio mandato (vedi decreto di nomina allegato). Altri misteri del Comune di Amantea.

 

Nomina Responsabile Settore Ing Pileggi Domenico

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